IN campagna, dinanzi a un grazioso o grandioso paesaggio, noi
diciamo che sembra un quadro; e se cogliamo fiori o frutti stupendi
ripetiamo che sembrano dipinti. Incontrando per le vie una persona
straordinariamente ben fatta la paragoniamo ad una statua; udendo
narrare un fatto nuovo ed insolito esclamiamo: «Pare un romanzo».
Questi sono giudizii ripetuti quotidianamente da tutti. Che cosa
provano essi? Provano, manifestamente, che l’arte, immagine della
realtà, non ha rappresentato tutte le cose, nè una qualunque parte di
esse, indifferentemente; ma ha scelto le più belle, le più vistose, le
più notevoli.
Questa scelta è indispensabile, come dicono la più gran parte dei
critici; oppure non è obbligatoria, come soggiungono la più gran parte
degli artisti? La bellezza dell’opera d’arte deve consistere nelle cose
rappresentate, oppure nel modo della rappresentazione?