Il Capitano salutato da Pinotto era un sergente giubilato, che i
compaesani avevano accresciuto di grado con il nomignolo appioppatogli.
Pinotto lo aveva conosciuto assai famigliarmente, molti anni prima
nella villa del suo amico Edoardo, dove il Capitano era un casigliano
amatissimo, come quegli che dirigeva la preparazione del majale,
l’imbottatura del vino e tutte le altre operazioni principali della
azienda domestica.
Avendo sposato una giovane ostessa, (come capita alla maggior parte
dei bassi ufficiali in ritiro) la quale gliene aveva fatte a piedi e a
cavallo, e secondo la sua espressione, lo aveva voluto _mangiar vivo_,
— egli scorrucciato aveva abbandonato il villaggio nativo e per la
protezione del suo antico colonnello aveva ottenuto un posto da usciere
in un ministero a Roma.
Il capitano dovette far violenza a Pinotto per indurlo a ritirarsi
con lui in città, e la violenza del padrone fu superata dalla violenza
del cane, il quale per far risolvere definitivamente il renitente, gli
abboccò i calzoni, ponzando per tirarselo dietro.
Strada facendo, l’usciere per distrarre il giovane disgraziato,
acciocchè non si avvedesse della commiserazione che destava, si fece a
raccontargli allegramente vita e miracoli di Fido.
— _Porta_, sa?... Va dal panattiere, va al macello preciso come un
servitore.... Buono poi, buono come il pane. Lui si lascia mettere gli
occhiali sul naso e magari un kepì in testa.... Sa persino tenere una
pipa in bocca.... Sicuro, fuma questo demonio! Per gentilezza poi, non
discorriamone nemmeno.... _Parla_ come un bambino di due mesi, _parla_;
e se il bambino gli tira le orecchie, lui non dice mica nulla, povero
minchione! e lascia tirare.... anzi sembra che goda.... Non è vero,
Fido? —
Fido, quasi si accorgesse, che parlavano favorevolmente di lui, anzi
capisse tutto ciò che dicevano, saltellava qua e là con balzi di
modestia contenta, e di quando in quando tentava di baciare le mani a
Pinotto.
D’altra parte Pinotto pensieroso e pauroso, che il suo salvatore
sospettasse troppo male della madre di lui a cagione del motto
sfuggitogli, si fece ad accusarsi da sè stesso, dicendo che egli era
stato un cattivo originale ed aveva perso tutto al giuoco, ma che sua
mamma, povera mamma, non aveva nessuno, nessunissimo torto.