Pinotto non potendo più resistere a quel panegirico cagnesco lo troncò:
— Basta, basta! Ho inteso; mi rallegro tanto.... —
In quel punto, se avesse ascoltato la sua voglia, avrebbe pigliato in
una bracciata tutta quella canaglia e l’avrebbe scaraventata nella via
a costo di contravvenire a qualche regolamento municipale fracassando
il cielo di un omnibus o la testa dei passaggieri, ma seppe frenarsi e
domandò licenza di uscire subito, per andare a vedere qualche amico.
Appena disceso nella strada, inciampò un sergente furiere, suo fratello
di latte, a cui piaceva ubbriacarsi.
— È la Provvidenza che mi ti ha mandato innanzi, Teodoro. Se non
avessi incontrato te, sai, sarei ritornato indietro e avrei commesso un
canicidio di sette persone. —
Al caffè, dopo la sbornia, trovò Edoardo ed altri amici, che lo
invitarono con loro in campagna. Così egli poèò sottrarsi per un
mesetto alla stucchevole necessità di vivere con tanta _cagneria_.
Ma ritornato finalmente fra le mura domestiche, egli fu condannato a
pensare cento volte al giorno: — Come sono felici coloro, che vivono
lontani dalla famiglia! Escono dall’ufficio, vanno a pigliare il
vermouth, vanno a pranzare in pensione. Chi ne racconta delle più
grosse è più bravo; alla sera al caffè, e sempre allegri! Essi non
hanno mai fra i piedi un cane casalingo, o il malumore di una madre
o di una sorella o altro accidente di famiglia che loro rivolti
l’anima. —
Per la noja dei cani egli non poteva più nemmanco soffrire la dieta
di casa. — Sempre spinacci! Sempre spinacci! Sempre zuppa! Sempre
zuppa! —
L’immagine delle bistecche del caffè del Cambio gli pareva il _non plus
ultra_ della felicità terrena.
Ogni anno, ogni mese, ogni giorno, ogni minuto, gli facevano vieppiù
afa quel continuo parlare e quel continuo preoccuparsi dei cani, in
cui infierivano sua madre e sua sorella. — Guarda, Pinotto! _Dear_
ha un mantello così fino che sembra seta. — Quest’oggi davanti al
caffè Fiorio due signori si voltarono per guardare _Come te_. — Ah!
Se volessimo vendere _Roma_, ci darebbero per lo meno novanta lire!
Quante contesse la vorrebbero questa brutta leccapiatti! — Anzi la
comprerebbero gli inglesi, la comprerebbero!...
A tutto questo mare di fastidio diede il trabocco un avvenimento da
_gazzettino della città._