Ugo è caduto; — e da cotesta ora in poi Parisina non fu più veduta nel
palazzo, nella sala, o nel viale. Il suo nome (quasi non fosse mai
stata) fu bandito da ogni labbro e da ogni orecchio, come parola
d'impudicizia o di paura; — e dalla bocca del principe Azo nessuno udì
più mai fare menzione di moglie o di figlio. — Essi non ebbero tomba,
non memoria: — giacquero polvere sconsagrata, — almeno quella del
cavaliere che morì in quel giorno; — però che il fato di Parisina
rimanesse nascosto, come le ceneri sotto la lapida dei trapassati. —
S'ella riparasse entro un convento, e acquistasse l'ardua via del
Paradiso con tristi ed angosciosi anni di penitenza, di digiuni,
d'insonni lagrime; o s'ella cadesse per veleno o per ferro, a cagione
dell'oscuro amore che osò di sentire; o se morisse in quel punto
percossa, e salva da più lungo tormento (dividendo col cuore il colpo
del carnefice gli distruggesse quasi in pegno di pietà la sua forma
disordinata): nessuno il seppe, nessuno può saperlo; — ma qualunque
fosse il suo fine, ella cominciò la vita e la finì nel dolore.[3]