XX.

Ed Azo condusse un'altra moglie, e bei figli crebbero al suo fianco; ma

nessuno amabile e prode siccome colui che aveva spinto nel sepolcro: — o

pur lo furono, e crebbero sotto lo impassibile suo occhio non curati,

ovvero curati con soppresso sospiro; — nè mai lagrima gli bagnò le

guancie, nè mai sorriso gli spianò la fronte: ma su cotesta ampia fronte

rimasero incise le linee intersecate della cura, que' solchi che il

ferro infuocato del dolore innanzi tempo v'imprime, cicatrici di una

mente lacerata che si lascia in dietro la guerra dell'anima. Ogni gioia,

ogni dolore era passato: nè rimaneva più nulla, tranne notti vegliate, e

giorni gravi; un'anima morta alla vergogna e alla lode, un cuore che

fuggiva se stesso, e benchè suo malgrado, gemeva; — nè poteva obliare

ciò che quanto meno dimostrava tanto più profondamente lo travagliava, e

più intensamente sentiva. Il ghiaccio, per quanto denso egli sia, non

può riunirsi che sopra la superficie; il ruscello vivace scorre sotto

per sempre, nè può cessare di scorrere. L'anima sua era agitata da neri

pensieri, profondamente radicati. — Invano tentiamo reprimere le nostre

lagrime: queste acque del cuore si muovono sussultando, nè possono

inaridirsi. Le lagrime non piante tornano alla sorgente, e vi si posano

più pure; — non piante, ma non gelate: — più amare quanto meno

manifeste. — Azo con interni moti di affetto tornava talora a palpitare

su gli uccisi, disperato di riempire il vuoto affannoso, disperato

d'incontrarli là dove le anime unite parteciperanno la gioia! Convinto

di avere profferito un giusto decreto, ch'essi avevano meritata la

condanna, — pure la vita di Azo fu sempre misera. Se i rami dell'albero

sieno con soave cura stralciati, possono ricuperare tal forza che

diverrà poi una vita verdemente florida, e di libera salvatichezza; ma

se il fulmine percuote furiosamente i rami ondeggianti, il tronco ne

sente la ruina, nè mai più torna a mettere foglia.

Traduzioni · 第 26 / 75 题