XVI.

È l'ora amabilissima in che sta per tramontare il sole di estate, il

quale sorse su quel giorno di dolore, e lo schiarì co' suoi più lucidi

raggi. Adesso la sua luce vespertina è pienamente diffusa sul capo

destinato di Ugo, mentre svela l'ultima confessione al Frate che deplora

la sua condanna in penitenziale santità, ed intende ad ascoltare le

benedette parole che con l'assoluzione possono torre via ogni nostra

macchia mortale. Quel sole sublime gli riluce sul capo mentr'egli sta

curvo a udire, e intanto gli cadono scomposte sul collo ignudo le anella

dei suoi capelli castagni; ma sempre più lucido era il suo raggio sopra

la scure che presso lui scintillava di chiara e terribile luce. — Oh!

come l'ora della partenza si appressava amara! Anche il feroce stava

freddo di paura: — era nefando il delitto, giusta la legge; — pure,

quando si guardavano, fremevano.

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