Ugo si giace nel letto solitario, forte desiderandovi la donna altrui:
ella è costretta a posare il capo consapevole presso il cuore fidente
del marito; — ma febbrile apparisce nei sogni, e la sua guancia
arrossisce per travagliose visioni, — e nel turbamento che l'agita
mormora un nome — che non oserebbe susurrare nel giorno, — e stringe il
suo signore a quel petto che anela per altrui. — Svegliato il signore
dall'abbracciamento, avventuroso in suo pensiere, s'inganna sul sospiro
della dormente, e su le focose carezze di lei che era solito di
benedire. — Piange per tenerezza sopra la donna che lo ama anche nei
sogni.