XVIII.

La povera donna, non avendo conoscenza di simili animali, non sapeva

render conto a sè degli istinti e nemmanco del nome di quello, che le

stava di fronte: ma l'aspetto suo sì strano ed orribile le incuteva un

indicibile terrore.

Eppure il coraggio, che aveva poco prima vacillato alla minaccia d'un

pericolo, rinacque in lei dinanzi alla certezza di esso. L'amore

materno centuplicò le sue forze. Ricomporsi, rialzarsi e stendere

il corpo quanto era necessario per raccogliere il suo bambino nelle

braccia, fu un atto solo.

Ma il cinghiale vedendo, accostarglisi alcuno, addentò i panni del

bambino, e lo sollevò da terra; poi si rivolse indietro, e di buon

passo rientrò nella foresta.

Imaginatevi il cuore della infelice contadina[9].

Il cinghiale non rendeva la sua preda, nè si apprestava a difenderla;

ma fuggiva dinanzi ai passi della donna, eludendo i suoi tentativi, col

piegare ora a destra ora a sinistra, come meglio gli tornava conto.

Il bambino, squassato brutalmente ad ogni moto subitaneo di chi lo

portava, vagiva a far pietà. La madre all'udire que' lagni, raddoppiava

d'ardore, di coraggio, di proposito: tentava per vie indirette di

raggiungere e di sorprendere l'avversario: di tratto in tratto, e come

glielo consentiva l'ansia mortale di quella corsa, metteva strida, per

spaventare la fiera, o per chiamar soccorso. — Ma la fiera le trottava

sempre davanti, e non si lasciava avvicinare, — Il bosco era o sembrava

deserto; nessuno rispondeva alle grida della desolata.

Ad un certo punto, s'apriva tra gli alberi uno spiazzato, cui mettevano

capo varii sentieri. Per uno di essi il cinghiale vi giunse tutto

trafelato; ma vistosi allo scoperto e meno sicuro di sè, s'arrestò,

quasi volesse retrocedere e rintanarsi nel più fitto della foresta.

D'improviso un nitrito alto e penetrante ruppe quell'angoscioso

silenzio. — Il cinghiale vi rispose con un grugnito profondo; la donna

con un battere più libero del cuore, con un respirare più largo, che le

annunciava il ritorno della speranza.

Ma incerti l'uno e l'altra non movevano passo. A quel primo avviso

altri ne seguivano, e meno dubj, dell'avvicinarsi di un cavallo. La sua

zampa ferrata risuonava anche sul terren disfatticcio; e le intricate

viuzze del bosco non gli facevano sospendere un passo ritmico e veloce.

La donna spingeva lo sguardo verso quella parte del bosco, da cui

arrivava l'annuncio di un probabile soccorso.

Non era illusione. — Il calpestío continuava, e si faceva sempre più

distinto. L'occhio non tardò a farsi garante di ciò che l'udito aveva

scoperto. Cominciò ella infatti a discernere da lontano fra i fusti e

le foglie, un non so che di colorito e di mobile, che a tratto a tratto

si mostrava e spariva. Quello screzio andava di mano in mano assumendo

forma, finchè apparvero in tutta evidenza i colori vivaci di un'assisa

da cavaliero, il muso bigio del leardo, il bagliore de' fibbiagli e

delle armi.

“Oh Vergine santa! sclamò ad alta voce la donna, facendosi incontro

al ben arrivato, e stendendo verso lui le braccia in atto di chiedere

soccorso. — Accorrete o messere, presto, accorrete. Per pietà, per le

anime de' poveri morti, abbiate compassione di noi...„

Non fa d'uopo che si dica chi fosse quel cavaliero; ognuno l'ha già

riconosciuto.

Smarrito nel bosco e condotto, per caso od in balía de' suoi

pensieri, lungi dai cortigiani, il Conte di Virtù andava in traccia

di un sentiero per ricongiungersi a' suoi, quando le grida lo fecero

avvertito di un vicino pericolo.

Fantasticando nella ricerca della cagione più probabile di

quell'allarme, gli balenò súbito alla mente il sospetto, che alcuno

fosse alle prese col cinghiale. — Diè di sprone al cavallo verso quella

parte, attraversando il bosco con quanta celerità gli era consentita

dalla sua foltezza, e non curando il continuo flagello dei rami che

gli sbarravano la via. Giunto sullo spiazzato, vide che non s'era male

apposto, e d'un salto fu a terra.

Il leardo, avute le redini sul collo, non abusò della libertà

accordatagli; s'arrestò, e levato alto il capo, parve cercare collo

sguardo il suo padrone e richiamarlo a sè con un nitrito.

Il Conte di Virtù vol. 1/2 Storia italiana del secolo XIV · 第 32 / 111 题