_Rosa_ _e_ _Giustino_
_(parlano frettolosamente sottovoce.)_
_Rosa_
Stanotte, come facciamo?
_Giustino_
Come al solito.
_Rosa_
Non potrai entrare.
_Giustino_
Perchè?
_Rosa_
Don Paolo chiude a chiave.
_Giustino_
Meglio! Resto qui addirittura.
_Rosa_
Dove?
_Giustino_
Mi nascondo nella tua stanza.
_Rosa_
E poi?
_Giustino_
E poi me la svigno per la tua finestra. Due uomini di altezza.
_Rosa_
Ma tu sei un uomo solo.
_Giustino_
Che fa? Di sotto ci sono anche gli alberi.
_Rosa_
E se da quella parte incontri il cane?
_Giustino_
Il cane mi conosce e non dice niente.
_Rosa_
Aspetta. _(Prende di su una tavola del pane, ne rompe un pezzo e glielo
porge.)_ To', prendi.
_Giustino_
_(prendendolo)_ Che è?
_Rosa_
È pane. Glielo dai a mangiare e abbaierà sottovoce.
_Giustino_
Vedremo.
_Rosa_
Presto, nasconditi. E non far rumore. _(Lo spinge verso la propria
camera, che è la seconda a sinistra.)_
_Giustino_
_(dandole un bacio in faccia)_ Questo è senza rumore. E tu, sbrigati.
Hai capito? _(Esce.)_
_Rosa_
_(chiude subito la porta, e, accorgendosi che Don Paolo ritorna, va alla
finestra, fingendo di salutare con amore)_ Buona notte, Giustino! Buona
notte, Giustino mio bello! Pensa a me. Buona notte!
_Don Paolo_
Non tante smancerie dalla finestra.
_Rosa_
Salutavo.
_Don Paolo_
Era dispiacente d'andarsene?
_Rosa_
Eh!...
_Don Paolo_
Se non vi avessi lasciati ancora un momento soli, poveretto, non si
sarebbe deciso ad andar via. Il... _(ammiccando)_ bacino della staffa,
non è vero?
_Rosa_
Già.
_Don Paolo_
Te la consuma la faccia quello lì! S'ha da affrettare questo benedetto
matrimonio, altrimenti.... Con la primavera c'è poco da scherzare!
_Rosa_
Perchè?
_Don Paolo_
«Perchè?» _(Diventando quasi grave, accenna al cielo con gli occhi e con
le mani)_ Perchè siamo stati fatti così!