ROSA, GIUSTINO _e_ DON PAOLO.
_Don Paolo_
_(uscendo dal suo quartierino, con un breviario in mano, proprio mentre
Giustino sta baciando Rosa, si ferma sull'alto del corridoio e,
affacciato alla balaustra, sgrida:)_ Al solito! Al solito! Ci siamo al
baciucchiamento! Ci siamo! Eccoli lì.... _(Imita il rumore dei baci.)_
_Giustino_ _e_ _Rosa_
_(si staccano, arrossendo.)_
_Don Paolo_
È una vera sconvenienza! Senza dire poi che è anche una grulleria! Che
bisogno c'è, santa pazienza!, che bisogno c'è di stare a baciucchiarsi
ora, se dovete sposarvi apposta per questo? _(Scende la scaletta.)_
Hanno fretta, hanno!... Sconvenienti e grulli! Sì, sì, lo ripeto:
sconvenienti e grulli!
_Giustino_
_(confuso)_ Avete detto sempre che....
_Don Paolo_
Che cosa ho sempre detto, io?...
_Giustino_
Che... che la minestra per averla buona a tavola si ha da saggiarla in
cucina.
_Don Paolo_
Ma se te la mangi tutta in cucina, briccone, a tavola ci vai senza
minestra e senza appetito! Hai capito? _(Se li avvicina tutti e due, e,
in mezzo ad essi, assume un'aria di mistero.)_ La notte scorsa, mi sono
accorto di tutto.
_Giustino_ _e_ _Rosa_
_(pudibondi)_ Don Paolo...
_Don Paolo_
Ma io domando a voi: è una cosa decente quella che fate, o è una...?
_(Mettendosi la mano sulla bocca)_ Uhm!... me ne fareste dire delle
grosse. E, intanto, adesso avremo gente in casa, e, se voialtri
continuerete così, sarà uno scandalo. Che si penserà di me? Bel
tutore!... E che prete modello!... _(Pausa. Vedendoli mortificati)_
Be'.... Non importa: quello ch'è fatto è fatto... Ma per evitare le
tentazioni, la notte chiuderò bene a chiave la porta d'ingresso. E per
l'avvenire staremo tutti quanti più attenti. Giustino, vuoi dare il buon
esempio?
_Giustino_
Sì.
_Don Paolo_
Saluta da quel bravo galantuomo che sei e piglia la via di casa. È
ancora probabile che i miei ospiti arrivino stasera, e non voglio che a
quest'ora ti si trovi qui. Per mio nipote non me ne preoccuperei, ma c'è
qualche amico suo e c'è... quell'altra parente... con cui ho poca
dimestichezza. Ho udito già da un pezzo il fischio del treno, e a venire
dalla stazione non s'impiegano più di dieci minuti. Va, figliolo mio:
sii ragionevole. Va a dormire.
_Giustino_
Obbedisco.
_(Giustino gli bacia la mano. Si avvia. Poi indugia, guardando Rosa che
a sua volta lo guarda. S'interrogano così, senza parlare, e sono sulle
spine.)_
_Don Paolo_
_(li contempla e conclude quasi tra sè:)_ Ho capito. _(Ride)_ Ah, ah,
ah! _(Indi a Rosa, con intenzione furbesca:)_ Rosa, è tutto pronto nelle
camere? Biancheria, acqua, candele?
_Rosa_
Se volete darci un'occhiata voi stesso.... I vostri occhi vedono meglio
dei miei.
_Don Paolo_
E chi ne dubita? Vado e torno sùbito. _(A Giustino:)_ E qui non ti ci
voglio ritrovare. Mi spiego? Si saluta, e si va a casa a dormire....
Siamo d'accordo?
_Giustino_
_(col capo fa cenno di sì.)_
_Don Paolo_