_Nora_
Ma che vi piglia?
_Giovanni_
È una posa originalissima! Ve ne faccio lo schizzo. Aspettate.
_(Comincia a disegnare.)_
_Nora_
_(immobile)_ Io mi stancherò.
_Giovanni_
_(disegnando)_ Immaginatevi di stare dinanzi a uno specchio e non vi
stancherete.
_Nora_
Questo non lo potete dire, perchè in casa mia ho abolito gli specchi.
_Lucio_
_(con soddisfazione)_ Brava!
_Giovanni_
Avete fatto malissimo!
_Ziegler_
_(mirando Nora e imitando col pollice della destra un gesto da pittore)_
Sì, sì: è un quadretto.
_Nora_
Con questa tovaglia in mano?
_Giovanni_
Tovaglia?... Quella potrebbe essere... un velo, una stoffa antica, non
so,... una specie di breve siparietto simbolico... A me preme _la linea_
che voi mi date.
_Ziegler_
Via, ti dà pochino!
_Giovanni_
_(tuttora disegnando)_ Meravigliosa.
_Lucio_
Nientemeno?
_Nora_
_(impaziente)_ Ah!...
_Lucio_
_(vede il disegno di Giovanni e malinconicamente esclama:)_ Come
t'invidio!
_Giovanni_
Vorresti saper mettere questi pochi segni sulla carta?
_Lucio_
No, non mi basterebbe. Anche, vorrei sentirne la compiacenza che ti
leggo negli occhi. Sai precisamente che cosa t'invidio? T'invidio questo
culto della forma che io non ho e che non voglio avere.
_Giovanni_
Se non vuoi averlo, perchè me lo invidii?
_Nora_
Non ne posso più, Giovanni!
_Giovanni_
Un momentino ancora.
_Lucio_
_(a Giovanni:)_ Non mi capisci, non mi capisci. Io non voglio averlo, e
intendo perfettamente che mi privo d'un diletto.
_Giovanni_
_(sincero, con entusiasmo)_ D'un grande diletto!
_Lucio_
Eppure, è così. Se su quella carta tu componessi le sembianze d'una
qualunque altra donna, invece che le sembianze di Nora, per me sarebbe
lo stesso.
_Nora_
È fatto, sì o no?
_Giovanni_
Non è fatto, _(sorridendo)_ perchè io non sono mica un pittore da
_cafè-concert_, di quelli che improvvisano in cinque minuti il ritratto
capovolto di Garibaldi o di Bismark. Ho preso qualche appunto....
_Nora_
_(gettando via la tovaglia e andando verso Giovanni)_ Vedere.
_(Tutti guardano lo schizzo.)_
_Ziegler_
Ci è! Ci è!
_Nora_
Ci sono?
_Ziegler_
Oh, altro!
_Giovanni_
_(chiudendo l'album)_ Ma che! Non ci siete niente affatto.
_Lucio_
E dunque?!
_Giovanni_
Dunque, fiasco. E sfido io! Con la sua impazienza!...
_Lucio_
No, non mi capisci. Intendo dire che a cento piccole circostanze
accidentali è connesso ciò che un pittore chiama _linea_ o _colore_ e
che io chiamo... parvenza: ciò che, insomma, colpisce più o meno i
nostri sensi. Tutto quello che riproduce questa parvenza è problematico,
è sfuggente, è fittizio, è incerto... come la parvenza stessa.
_Ziegler_
_(dà un'occhiata significativa a Giovanni e a Nora.)_
_Giovanni_
_(a Lucio, per non contraddirlo:)_ Sì, sì.
_Nora_
_(celiando a malincuore per cambiar discorso)_ Vi prometto, Giovanni,
che un'altra volta, sparecchiando una tavola, vi ispirerò un capolavoro.
_Lucio_
_(guardandoli)_ E già! Io ho detto una scioccheria, come di solito.
_Giovanni_
Tutt'altro!
_Ziegler_
Si fa una partita a scopone? Siamo in numero....
_Lucio_
Ah! Voi credete che io non mi accorga che mi trattate come un pazzo o
come uno scimunito?
_Ziegler_
Che ti salta in mente adesso?
_Lucio_
Anche zio Paolo crede che io non abbia la testa a posto.
_Giovanni_
Scherzava.
_Lucio_
_(animandosi)_ Scherzava? E voialtri?
_Ziegler_
Ma noi! Noi!... Noi -- giacchè lo vuoi sapere -- non facciamo che
evitare le conversazioni troppo astruse che da qualche tempo ti seducono
e che tutti coloro i quali ti vogliono bene credono... molto
inopportune! Mio Dio! Perchè dobbiamo romperci il capo con tanti
discernimenti paradossali e stiracchiati? Quanto a me, non stiracchio
che le corde del mio violino, ed è perciò che esse si spezzano così
spesso. Che, del resto, la vita me la piglio com'è -- benchè non sia
sempre di mio gusto, te io assicuro io -- e desidererei che anche tu,
che diamine!, non ti prendessi la briga di capovolgere l'umanità e di
trasformare il mondo. Ascolta il consiglio mio: facciamo una partita a
scopone, che è più semplice.
_Nora_
Facciamola! Facciamola!
_Lucio_
Capovolgere l'umanità? Trasformare il mondo? Io non voglio capovolgere
nulla. Non voglio trasformare nulla! _(Accalorandosi)_ Ho le mie idee,
ho le mie convinzioni e non ci rinunzio. E quando vedo che appunto per
una mia idea manifestata alla buona, senza nessuna pretesa,
incidentalmente, voialtri vi turbate, v'impensierite come se io avessi
detto chi sa che cosa orribilmente strana, _(tutto vibrante nella
persona e nella voce)_ e mi spezzate la parola in bocca e m'impedite di
parlare con pretesti puerili, io mi cruccio, io mi addoloro, io mi
irrito, perchè mi pare che vogliate strapparmi il pensiero dal cervello,
come se per strappare questo pensiero bastasse sopprimere la parola; e
mi pare che vogliate esercitare su me un falso diritto, sì, un diritto
che non avete e non potete avere. Io vivo _dentro di me_ una vita che
non ha niente di comune con tutto quello che attrae gli altri, una vita
che non subisce influenze esteriori e non subisce la volontà altrui! Non
mi importunate, dunque, non mi opprimete.... Lasciatemi vivere a modo
mio... Lasciatemi tranquillo... _(Emozionato, affaticato, cade a sedere
ansimando)_ Lasciatemi tranquillo.
_Ziegler_
_(umile, affettuoso)_ Ma, abbi pazienza, Lucio, a che proposito tutta
questa sovraeccitazione?
_Giovanni_
_(con lo stesso tono)_ Difatti... chi è che crede di avere dei diritti
sull'animo tuo?
_Nora_
Nessuno! Nessuno!
_Lucio_
_(pentito, stringendosi la testa fra le mani)_ Ho torto. Perdonatemi. Io
mi eccito per un nonnulla.... E, con voi, proprio non dovrei. Siete così
buoni. Mi perdonate, Nora?
_Nora_
Di che?
_Lucio_
... Sì.... Sono un po' eccitabile... un po' nervoso... I primi giorni di
primavera mi fanno questo effetto.... E ora poi... ecco... mi pare di
aver sonno.... Vedete, Nora, che avete calunniato il vostro caffè.
Stanotte, già, ho dormito male.... Riposerò un poco... Mi permettete?
_(S'avvia verso la porta a sinistra.)_
_Ziegler_
Ti pare!
_Giovanni_
È bene che tu riposi.
_Lucio_
Se ve ne andate tutti, consegnate la chiave giù al portinaio, per la
serva.
_Nora_
Ma no, io resterò ancora. A casa non ho nulla da fare.
_Lucio_
Allora, arrivederci presto. Mi basterà di riposare una diecina di
minuti.
_Nora_
_(esortandolo)_ Un po' di più.
_Lucio_
Lo sapete... non mi piace di dormire, perchè io diffido del sonno.
_(Esce ripetendo quasi fra sè:)_ No... non mi piace di dormire... non mi
piace....