GIOVANNI, ZIEGLER e NORA.
_Ziegler_
_(prende il cappello e la custodia del violino e dice a Giovanni,
sottolineando le parole:)_ Andiamo, eh?
_Nora_
Sì, andatevene anche voi, Giovanni.
_Giovanni_
Grazie della premura!
_Nora_
Credevo....
_Giovanni_
Di farmi piacere?
_Nora_
Che so!...
_Giovanni_
Mi scacciate?
_Ziegler_
Vieni via! Che stai a fare lì?
_Giovanni_
Noioso!
_Ziegler_
Va bene: «noioso». _(Pausa)_ Addio, Nora.
_Nora_
Ci si vedrà, domani?
_Ziegler_
Ma ci andate davvero da don Paolo?
_Nora_
_(preoccupata)_ Se le mie allieve me lo permetteranno. E voi?
_Ziegler_
Io l'ho detto che non posso.... E invece chi sa ch'io non vada più
lontano....
_Nora_
Dove?
_Ziegler_
Lassù: a Colonia..., dal mio vecchio nonno che ho appena conosciuto e
che sempre mi scrive di volermi vedere prima di morire.
_Nora_
Che novità è questa?
_Ziegler_
La morte non è una novità. Basta: domani verrò a salutarvi o qui o alla
stazione. _(Si avvicina a Giovanni, e, battendogli la mano sulla spalla,
gli dice quasi sul serio:)_ Con te, poi, faremo i conti!
_Giovanni_
_(con vivace risentimento)_ Noioso! Noioso!
_Ziegler_
_(con vivace e sincera acredine)_ Io, noioso. Ma tu... qualche cosa di
peggio!
_Giovanni_
_(infastidito)_ Ziegler!
_Ziegler_
_(padroneggiandosi)_ Niente, niente.... Scherzavo.... Di nuovo, Nora,
arrivederci.
_Nora_
Veniteci a salutare, vi raccomando.
_Ziegler_