Questa è per darvi avviso della fazione fatta per il Ferruccio
contro al Principe d’Oranges, Fabbrizio Maramaldo e Alessandro
Vitelli, e tutta la fazione Panciatica, cioè la città e la montagna
di Pistoia, et un numero di circa sette o otto mila fanti e 1500
cavalli; e quelli del capitano Ferruccio non aggiungnevono a 3000
fanti e 400 cavalli. E’ partirono di Pisa il dì primo d’agosto e
arrivorno al Ponte a Squarciabocconi, e dipoi a Collodi e Medicina
e Calamecca, et a dì 3 detto partitisi, arrivorno a San Marcello
e presonlo per forza ed abbrucioronlo, e dimororno lì circa
un’ora e mezzo e non più, non pensando che tanti eserciti fossero
loro contro, per non avere gente a piè e non stimare il nemico,
credendo fosse solo Fabbrizio Maramaldo e Alessandro Vitelli e la
parte Panciatica. Et in quello stante arrivò il Principe con li
cavalli, e prese Cavinana e abbruciolla. Inteso che ebbe questo il
Ferruccio, messe in battaglia tutti i suoi a 7 per fila et andò
alla volta di Cavinana, e giunto lì, gagliardamente si affrontò
smontando a piè con l’arme bianca indosso e una stradiotta in mano,
combattendo valorosamente, et il Principe, il medesimo; entrorno
drento per forza, ma furno ributtati due o tre volte. Dipoi mille
lanzichenech, che erano fuori di Cavinana in sul monte, e quelli
di Fabbrizio nel fiume, i quali lanzichenech dettono per fianco
alla coda di quelli del Ferruccio, e subito li roppono e ne feciono
assai prigioni, quelli del Maramaldo e lanzichenech n’ammazzorno
assai. Vero è che il Ferruccio roppe tutti i cavalli del Principe.
E morì il Principe et il Ferruccio. Il signor Paolo è prigione
del signor Alessandro Vitelli, et il capitano Cattivanza è ferito
d’una archibugiata in una gamba, ed è prigione con di molti altri
capitani e uomini da bene. Et è stato ammazzato Pier Antonio Tonti
da Pistoia e molt’altri, e fattine prigioni assai della fazione
Cancelliera. Intendesi che il Ferruccio aveva cento trombe di fuoco
lavorato; ma tanto fu la cosa presta che non le poterono adoperare,
perchè erano sui muli ne’ corbelli, e le mozzore legate.
Lucca, 4 agosto 1530.
Prima vi sarà pervenuto agli orrecchi, come il Ferruccio, domenica
notte a tre ore, partì di Pisa con 3000 fanti e 300 cavalli e 12
moschetti e vettovaglia per tre giorni, e 4 muli carichi di polvere
e tre some o quattro di scale, e benissimo in ordine. Il giorno
seguente si avvicinò la sera a Pescia, a due miglia, dove mandò a
domandare passo e vettovaglie, il che gli fu denegato; e la notte
andò ad alloggiare ad un castello de’ Lucchesi detto Medicina,
e di là si partì l’altra mattina per la via del monte, che potea
condursi al Montale et ancora a Vernio, per passare in Mugello.
Questi imperiali, subito che ebbono notizia della sua uscita,
ciascuno fece l’uffizio suo. Il signor Principe dal campo venne a
Pistoia con 2000 fanti e 1000 cavalli, così Fabbrizio Maramaldo,
Alessandro Vitelli ed il conte Pier Maria di San Secondo, che in
tutto si trovorno gl’imperiali 7000 fanti ridotti in Pistoia; e si
deliberorno d’andare ad impedirli la via, e gli messono alla coda
il Bracciolino con mille fanti. E ieri, ad ore 19, il Principe
dette drento, dov’egli restò morto e la sua banda quasi rovinata,
insieme con la cavalleria. E dipoi si mosse Fabbrizio insieme con
gli altri, i quali messono in rotta il Ferruccio e le sue genti,
la maggiore parte delle quali è destrutta. E Fabbrizio di sua
mano ammazzò il Ferruccio, che avevono a saldare insieme qualche
conto vecchio. Il signor Gio. Paolo e Cattivanza prigioni; et
insomma quello che mancassi, i villani faranno adesso loro offizio.
Pare a questi uomini savi, che a Firenze abbino ad avere così
grandissimo dispiacere della morte del Principe come della rovina
delle genti loro e del Ferruccio; perchè, come sapete, il Principe
aveva la pratica dell’accordo, che ad esso saria stato facile cosa
conchiuderlo in breve tempo.