6 agosto 1530.

Questa è per darvi avviso della fazione fatta per il Ferruccio

contro al Principe d’Oranges, Fabbrizio Maramaldo e Alessandro

Vitelli, e tutta la fazione Panciatica, cioè la città e la montagna

di Pistoia, et un numero di circa sette o otto mila fanti e 1500

cavalli; e quelli del capitano Ferruccio non aggiungnevono a 3000

fanti e 400 cavalli. E’ partirono di Pisa il dì primo d’agosto e

arrivorno al Ponte a Squarciabocconi, e dipoi a Collodi e Medicina

e Calamecca, et a dì 3 detto partitisi, arrivorno a San Marcello

e presonlo per forza ed abbrucioronlo, e dimororno lì circa

un’ora e mezzo e non più, non pensando che tanti eserciti fossero

loro contro, per non avere gente a piè e non stimare il nemico,

credendo fosse solo Fabbrizio Maramaldo e Alessandro Vitelli e la

parte Panciatica. Et in quello stante arrivò il Principe con li

cavalli, e prese Cavinana e abbruciolla. Inteso che ebbe questo il

Ferruccio, messe in battaglia tutti i suoi a 7 per fila et andò

alla volta di Cavinana, e giunto lì, gagliardamente si affrontò

smontando a piè con l’arme bianca indosso e una stradiotta in mano,

combattendo valorosamente, et il Principe, il medesimo; entrorno

drento per forza, ma furno ributtati due o tre volte. Dipoi mille

lanzichenech, che erano fuori di Cavinana in sul monte, e quelli

di Fabbrizio nel fiume, i quali lanzichenech dettono per fianco

alla coda di quelli del Ferruccio, e subito li roppono e ne feciono

assai prigioni, quelli del Maramaldo e lanzichenech n’ammazzorno

assai. Vero è che il Ferruccio roppe tutti i cavalli del Principe.

E morì il Principe et il Ferruccio. Il signor Paolo è prigione

del signor Alessandro Vitelli, et il capitano Cattivanza è ferito

d’una archibugiata in una gamba, ed è prigione con di molti altri

capitani e uomini da bene. Et è stato ammazzato Pier Antonio Tonti

da Pistoia e molt’altri, e fattine prigioni assai della fazione

Cancelliera. Intendesi che il Ferruccio aveva cento trombe di fuoco

lavorato; ma tanto fu la cosa presta che non le poterono adoperare,

perchè erano sui muli ne’ corbelli, e le mozzore legate.

Lucca, 4 agosto 1530.

Prima vi sarà pervenuto agli orrecchi, come il Ferruccio, domenica

notte a tre ore, partì di Pisa con 3000 fanti e 300 cavalli e 12

moschetti e vettovaglia per tre giorni, e 4 muli carichi di polvere

e tre some o quattro di scale, e benissimo in ordine. Il giorno

seguente si avvicinò la sera a Pescia, a due miglia, dove mandò a

domandare passo e vettovaglie, il che gli fu denegato; e la notte

andò ad alloggiare ad un castello de’ Lucchesi detto Medicina,

e di là si partì l’altra mattina per la via del monte, che potea

condursi al Montale et ancora a Vernio, per passare in Mugello.

Questi imperiali, subito che ebbono notizia della sua uscita,

ciascuno fece l’uffizio suo. Il signor Principe dal campo venne a

Pistoia con 2000 fanti e 1000 cavalli, così Fabbrizio Maramaldo,

Alessandro Vitelli ed il conte Pier Maria di San Secondo, che in

tutto si trovorno gl’imperiali 7000 fanti ridotti in Pistoia; e si

deliberorno d’andare ad impedirli la via, e gli messono alla coda

il Bracciolino con mille fanti. E ieri, ad ore 19, il Principe

dette drento, dov’egli restò morto e la sua banda quasi rovinata,

insieme con la cavalleria. E dipoi si mosse Fabbrizio insieme con

gli altri, i quali messono in rotta il Ferruccio e le sue genti,

la maggiore parte delle quali è destrutta. E Fabbrizio di sua

mano ammazzò il Ferruccio, che avevono a saldare insieme qualche

conto vecchio. Il signor Gio. Paolo e Cattivanza prigioni; et

insomma quello che mancassi, i villani faranno adesso loro offizio.

Pare a questi uomini savi, che a Firenze abbino ad avere così

grandissimo dispiacere della morte del Principe come della rovina

delle genti loro e del Ferruccio; perchè, come sapete, il Principe

aveva la pratica dell’accordo, che ad esso saria stato facile cosa

conchiuderlo in breve tempo.

Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3 · 第 54 / 80 题