L’E. V. intenderà quello che nelle qui allegate[261] si contiene,
le quali ho intrattenute fino a quest’ora per potere dare notizia
dell’esercito di questo Ferruccio; del quale questa mattina avemmo
avviso essere stato alle mani con li nostri, in un castello
non molto lontano da Pistoia, detto Cavinana; il quale essendo
parimente occupato dall’una parte e l’altra, durò la pugna ivi
dalle 19 ore fino passate le 22; e dopo molto contrasto fatto
quivi, con poco vantaggio d’alcuna delle parti, essendo ridotta
la pugna fuori della terra, quivi li nostri restorno in breve
superiori, fatto tanta strage delli nemici che pochi restorno che
non fossero morti o prigioni, fra’ quali fu il signor Giovanpaolo
da Ceri, il signor Amico d’Arsoli; il commessario Ferruccio fu
morto. Ma per grande che questa vittoria sia stata (importando
indubitatamente il fine dell’impresa), ha recato più cordoglio
che allegrezza, per la perdita del signor Principe, il quale per
aversi voluto trovare ne’ primi combattimenti restò morto; cosa
che universalmente a tutto questo esercito è dispiaciuta molto;
specialmente a me per aver perduto un buon amico e signore, e tanto
servitore quant’era a S. M., e non meno buon fratello di V. E.,
alla quale non dubito che a essa ancora ne peserà per tutti questi
rispetti. Di quello che seguirà da qui innanzi farò che quella sarà
avvisata, restando a me il carico di questo esercito, pure per
ordine del prefato signor Principe quando partì di qua. Si manda
il presente gentiluomo a S. M., che provveda di detto esercito come
gli pare.
Del campo Cesareo sotto Firenze, 5 agosto 1530.