VI.

_Magnifici Domini etc_. — Havevo scripto questo giorno a lungo

a Vostre Signorie. Egli è piaciuto a questo Principe ritener le

lettere, et dice non volere scriva lettera nessuna in cifera et che

Sua Excellentia non vegga. Holli facto intendere che non possendo

negotiare non posso star qua. Però Vostre Signorie mi advertiranno

quel tanto habbi da fare. Ho rimostro quello mi pareva fussi

conveniente; tamen non ho potuto rihaver la mia lettera.

Come per l’utima scripsi a Vostre Signorie, questo Principe dice

che se Vostre Signorie non mi mandano mandato di poter negotiare

delle cose del Papa, come a lungo scripsi per l’ultima mia a

quelle, posso tornarmene alla ciptà. Però Vostre Signorie mi

adviseranno quel tanto habbi da seguire.

Per esser qui mancamento di vini ho mandato a Arezo per qualche

soma per servire a questo illustrissimo Principe. Però Vostre

Signorie doverebbeno provedere che ogni giorno ce ne fussi qualche

soma, che sarebbe cosa grata a questi signior Capitani.

Questa sera che siamo a hore ventiquattro, la terra, di Cortona

cioè, si è resa a discretione del Principe. Pure stimo l’habbino a

salvare per quanto intendo. Così a Dio piaccia.

Io havevo scripto tanto a lungo per la lettera mi ha ritenuto il

signor Principe, che m’incresce non sia venuta nè potere advertire

Vostre Signorie quello occorreva. Non so che camino si habbi ad

pigliar questo exercito nel diloggiar di qui. Stimo che fra dua

giorni sia per partire. Però, se non scrivo di continuo a Vostre

Signorie quelle mi habbino per excusato, che tutto resta per non

potere. Nè altro per la presente, salvo che di continuo a V. S. mi

raccomando. Di Campo, a piè Cortona, a’ dì XVII di septembre a hore

dua di notte, volanti calamo MDXXIX.

Di V. S.

_Servitore_

ROSSO DR BUONDEMONTE _oratore_.

Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3 · 第 38 / 80 题