_Magnifici Domini etc_. — Havevo scripto questo giorno a lungo
a Vostre Signorie. Egli è piaciuto a questo Principe ritener le
lettere, et dice non volere scriva lettera nessuna in cifera et che
Sua Excellentia non vegga. Holli facto intendere che non possendo
negotiare non posso star qua. Però Vostre Signorie mi advertiranno
quel tanto habbi da fare. Ho rimostro quello mi pareva fussi
conveniente; tamen non ho potuto rihaver la mia lettera.
Come per l’utima scripsi a Vostre Signorie, questo Principe dice
che se Vostre Signorie non mi mandano mandato di poter negotiare
delle cose del Papa, come a lungo scripsi per l’ultima mia a
quelle, posso tornarmene alla ciptà. Però Vostre Signorie mi
adviseranno quel tanto habbi da seguire.
Per esser qui mancamento di vini ho mandato a Arezo per qualche
soma per servire a questo illustrissimo Principe. Però Vostre
Signorie doverebbeno provedere che ogni giorno ce ne fussi qualche
soma, che sarebbe cosa grata a questi signior Capitani.
Questa sera che siamo a hore ventiquattro, la terra, di Cortona
cioè, si è resa a discretione del Principe. Pure stimo l’habbino a
salvare per quanto intendo. Così a Dio piaccia.
Io havevo scripto tanto a lungo per la lettera mi ha ritenuto il
signor Principe, che m’incresce non sia venuta nè potere advertire
Vostre Signorie quello occorreva. Non so che camino si habbi ad
pigliar questo exercito nel diloggiar di qui. Stimo che fra dua
giorni sia per partire. Però, se non scrivo di continuo a Vostre
Signorie quelle mi habbino per excusato, che tutto resta per non
potere. Nè altro per la presente, salvo che di continuo a V. S. mi
raccomando. Di Campo, a piè Cortona, a’ dì XVII di septembre a hore
dua di notte, volanti calamo MDXXIX.
Di V. S.
_Servitore_
ROSSO DR BUONDEMONTE _oratore_.