VII.

_Magnifici Domini etc._ — Hieri scripsi a Vostre Signorie per mano

del Commissario di Arezo, et di poi son qua non ho hauta lettera

alchuna da quelle; et questo Principe ogni hora mi dice quello

fo qua senza haver commissione alchuna di tractare delle cose di

Sanctità di Nostro Signore, che senza quelle dice non esser per

appuntare. Però a Vostre Signorie piacerà ordinarmi quel tanto

habbi da seguire.

Come Vostre Signorie haranno inteso, hiersera la ciptà di Cortona

si rendè a discretione di questo illustrissimo Principe, el quale

con ogni diligentia, per sua humanità ha salvata, senza che sia

saccheggiata; et li fanti disarmati, usciti fuora, di poi sono

suti ritenuti al servitio di Sua illustrissima Signoria; salvo

e Capitani e quali ha ritenuti prigioni, e ’l simile el Capitano

della terra Bernardo Bagniesi e ’l Castellano et il Proveditore.

Parmi del tutto sia deliberato venir verso la ciptà, et per cosa

habbi saputa mostrare a Sua illustrissima Signoria, non mi pare sia

deliberato ritardare, perchè dice non volere essere trattenuto di

parole, non volendo venire a qualche conclusione di appuntamento.

Vostre Signorie sono prudentissime. Dio sia quello al meglio le

spiri. Nè altro per la presente, salvo che del continuo a Vostre

Signorie mi raccomando, que diu valeant. Di Castiglione Aretino,

questa sera, a hore ventitre, a’ dì XVIII septembris MDXXIX.

Di V. S.

_Servitore_

ROSSO DE’ BUONDELMONTI _oratore_.

Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3 · 第 39 / 80 题