_Magnifici Domini etc._ — Hieri scripsi a Vostre Signorie per mano
del Commissario di Arezo, et di poi son qua non ho hauta lettera
alchuna da quelle; et questo Principe ogni hora mi dice quello
fo qua senza haver commissione alchuna di tractare delle cose di
Sanctità di Nostro Signore, che senza quelle dice non esser per
appuntare. Però a Vostre Signorie piacerà ordinarmi quel tanto
habbi da seguire.
Come Vostre Signorie haranno inteso, hiersera la ciptà di Cortona
si rendè a discretione di questo illustrissimo Principe, el quale
con ogni diligentia, per sua humanità ha salvata, senza che sia
saccheggiata; et li fanti disarmati, usciti fuora, di poi sono
suti ritenuti al servitio di Sua illustrissima Signoria; salvo
e Capitani e quali ha ritenuti prigioni, e ’l simile el Capitano
della terra Bernardo Bagniesi e ’l Castellano et il Proveditore.
Parmi del tutto sia deliberato venir verso la ciptà, et per cosa
habbi saputa mostrare a Sua illustrissima Signoria, non mi pare sia
deliberato ritardare, perchè dice non volere essere trattenuto di
parole, non volendo venire a qualche conclusione di appuntamento.
Vostre Signorie sono prudentissime. Dio sia quello al meglio le
spiri. Nè altro per la presente, salvo che del continuo a Vostre
Signorie mi raccomando, que diu valeant. Di Castiglione Aretino,
questa sera, a hore ventitre, a’ dì XVIII septembris MDXXIX.
Di V. S.
_Servitore_
ROSSO DE’ BUONDELMONTI _oratore_.