_Magnifici Domini etc._ — Questo giorno scripsi a Vostre Signorie
et mandale al signor Commissario Generale, con ordine che subito le
mandassi a Vostre Signorie, perchè qui non è rimasto nè cavallari
nè cavalli di poste nè nissuno da mandare, salvo che pedoni. Però
mando questa per uno diritto al prefato signor Commissario con
ordine le mandi a Vostre Signorie, per far intendere a quelle
che questa sera, che siamo a hore tre di nocte, è tornato il
trombetto dallo illustrissimo Principe di Orange, et ha portato il
mio salvocondocto. Però domattina, con più diligentia a me sarà
possibile mi transferirò verso Sua illustrissima Signoria, la
quale si trova a piè di Cortona; et, secondo di bocca referiscie
el decto trombetto, facevano conto di tirare l’artiglieria alla
terra, deliberati a fare la batteria per pigliar quella; et pare
che quelli della terra fussino d’animo di tenersi. _Tamen_ pare non
habbi gente in corpo a suffitientia, che si fa iuditio se havessino
fino a mille fanti, che senza dubio non sarieno per sforzarla. Però
saria suto bene si fussi deliberato di guardare qualchuno di questi
lochi, visto che li inimici non par sien volti a passar avanti,
lasciandosi nessuna di queste terre indreto. Però, quando a Vostre
Signorie paressi di far provisione qui di cinque o secento fanti da
vantaggio, si fa iuditio per questi signori Capitani gagliardemente
defendere questa terra. Però V. S. pensino bene quello è da fare
et dieno commissione qui al signor Capitano et Commissario quello
habbi da fare. Ricordando a Vostre Signorie che buona parte di
queste gente sono al fine della paga, et malvolentieri si posson
tenere. Et sempre che quelli li vorran tirare alla ciptà, questi
Capitani si confortano di tirarsi a buon salvamento. Nè altro per
la presente, salvo che di continuo a Vostre Signorie mi raccomando.
Di Arezo, a’ dì XIIII di septembre MDXXIX.
Delle V. S.
_Servitore_
ROSSO DE BUON DEL MONTE _oratore_.
Mandossi per un fante a posta di Arezzo diritto al signor
Commissario Generale Anton Francesco.