Tra i primordi di Filippo II e quelli del potere personale di Luigi XIV
corre un secolo stipato d'avvenimenti per modo, che il solo enumerarli
chiederebbe troppo più tempo, di quanto possa dall'altrui pazienza
concedermisi. Nè s'intende qui di quelle vicende della Filosofia,
delle Scienze, dell'Arte, della pubblica Economia, che hanno co' fatti
più propriamente politici, un alterno perpetuo vincolo di cagioni e
di effetti; ma di soli gli eventi politici, i quali per altro, hanno
tutti, in questo periodo, uno strettissimo legame colla dissidenza
religiosa, suscitata dalla Riforma, ch'è di ciascun d'essi cagione,
occasione, pretesto. L'Europa tutta, nel sistema politico della
quale incominciano ora ad entrare, per effetto appunto della contesa
religiosa, Danimarca, Svezia, Polonia, è divisa in due campi; nell'un
de' quali stanno i Dissidenti e coloro che, avendo per nemici i nemici
loro, se ne fanno alleati; nell'altro quelli, che o convincimento
religioso o interesse politico induce a mostrarsi teneri della unità
cattolica. Senonchè tal Potentato che cerca fuori l'alleanza de'
Dissidenti, in casa sua li perseguita come ribelli; tale altro, che
perseguita i Cattolici come ribelli, si procura fuori l'alleanza
d'uno Stato cattolico; perchè, non libertà si vuole da Cattolici o
da Dissidenti; ma esclusiva preponderanza della Confessione propria,
oppressione dell'altrui entro i confini del proprio Stato.
Ond'è che, animati Principi e Popoli, Governanti e Ribelli, dal più
eccitabile e comprensivo degli umani affetti, convinti di non aver via
di mezzo fra l'opprimere e l'essere oppressi, vengono al conflitto
con tutto il furore e tutte le forze loro; si valgono talora senza
scrupolo di tutti i mezzi, per quanto condannati dalla Fede medesima
che professano; perchè, con inumano sofisma, fingono a sè stessi posto
fuori della Legge, che fanno procedere da essa Fede, chi da quella Fede
o da quella Legge dissenta; poi, alterati i criterî, trattano in ugual
modo l'avversario religioso e quello puramente politico, l'avversario
politico ed il nemico personale. Di qui le congiure, in quel secolo sì
frequenti, non meno contro gl'individui rivestiti di pubblici ufficî,
che contro Repubbliche e Principati; di qui le giustizie, che malamente
esercitate prendono aspetto di vendette; e le vendette, che usurpano
le forme e la solennità della Giustizia; guerre condotte da briganti;
brigantaggi che assumono importanza ed ampiezza di guerre vere e
proprie; e ceppi, e roghi, e mannaie, che tutto improntano il secolo di
una efferata tragicità.