secondo diversi modi di scala--nacque quando ciascun suono della melodia
fu considerato in rapporto di combinazione con tutti gli altri suoni del
modo di scala a cui apparteneva.
In tal maniera si arrivò a comprendere che la melodia è la sintesi
espressiva di una successione armonica. Oggi si grida e si lamenta che i
giovani musicisti non sanno più trovare melodie, alludendo senza dubbio
a quelle di Rossini, di Bellini, di Verdi o di Ponchielli.... Si
concepisca invece la melodia armonicamente; si senta l'armonia
attraverso diverse e più complesse combinazioni e successioni di suoni,
ed allora si troveranno nuove fonti di melodia.
Si finirà così una volta per sempre di essere dei vili imitatori d'un
passato che non ha più ragione di essere, e dei solleticatori venali del
gusto basso del pubblico.
Noi futuristi proclamiamo che i diversi modi di scala antichi, che le
varie sensazioni di _maggiore_, _minore_, _eccedente_, _diminuito_, e
che pure i recentissimi modi di scala per toni interi non sono altro che
semplici particolari di un unico modo armonico ed atonale di scala
cromatica. Dichiariamo inoltre inesistenti i valori di consonanza e di
dissonanza.
Dalle innumerevoli combinazioni e dalle svariate relazioni che ne
deriveranno fiorirà la melodia futurista. _Questa melodia altro non sarà
che la sintesi dell'armonia_, simile alla linea ideale formata
dall'incessante fiorire di mille onde marine dalle creste ineguali.
* * * * *
Noi futuristi proclamiamo quale progresso e quale vittoria dell'avvenire
sul modo cromatico atonale, la ricerca e la realizzazione del _modo
enarmonico_. Mentre il cromatismo ci fa unicamente usufruire di tutti i
suoni contenuti in una scala divisa per semitoni minori e maggiori,
l'enarmonia, col contemplare anche le minime suddivisioni del tono,
oltre al prestare alla nostra sensibilità rinnovata il numero massimo
di suoni determinabili e combinabili, ci permette anche nuove e più
svariate relazioni di accordi e di timbri.
Ma sopra ogni cosa l'_enarmonia_ ci rende possibili l'intonazione e la
modulazione naturali ed istintive degl'intervalli enarmonici,
presentemente infattibili data l'artificiosità della nostra scala a
sistema temperato, che noi vogliamo superare. Noi futuristi amiamo da
molto tempo questi intervalli enarmonici che troviamo solo nelle
stonature dell'orchestra, quando gli strumenti suonano in impianti
diversi, e nei canti spontanei del popolo, quando sono intonati senza
preoccupazioni d'arte.
Il ritmo di danza: monotono, limitato, decrepito e barbaro, dovrà cedere
il dominio della polifonia ad un libero procedimento poliritmico,
limitandosi a rimanerne un particolare caratteristico.
Perciò si dovranno considerare relativi fra di loro i tempi pari,
dispari e misti, come già similmente si considerano i ritmi binarî,
ternarî, ternarî-binarî e binarî-ternarî. Una o più battute in tempo
dispari in mezzo od a chiusura di un periodo di battuta in tempo pari o
misto e viceversa non si dovranno più condannare con le leggi ridicole e
fallaci della così detta _quadratura_, disprezzabile paracqua di tutti
gli impotenti che insegnano nei conservatorî.
L'alternarsi e il succedersi di tutti i tempi e di tutti i ritmi
possibili troveranno il loro giusto equilibrio solamente nei senso
geniale ed estetico dell'artista creatore.
La conoscenza dell'istrumentazione si dovrà conquistare
sperimentalmente. La composizione istrumentale si concepisca
istrumentalmente, _immaginando e sentendo un'orchestra particolare per
ogni particolare e diversa condizione musicale dello spirito_.
Tutto ciò sarà possibile quando, disertati i conservatorî, i licei e le
accademie, e determinatane la chiusura, si vorrà finalmente provvedere
alle necessità dell'esperienza, col dare agli studî musicali un
carattere di libertà assoluta. I maestri d'oggi, trasformati negli
esperti di domani, saranno guide e collaboratori oggettivi degli
studiosi, cessando di corrompere inconsciamente i genî nascenti, col
trascinarli dietro la propria personalità e con l'imporre lori i proprî
errori e i proprî criterî.
* * * * *
Per l'uomo, la verità assoluta sta in ciò che egli sente umanamente.
L'artista, coll'interpretare virginalmente la natura, l'umanizza
rendendola vera.
Cielo, acque, foreste, fiumi, montagne, intrichi di navi e città
brulicanti, attraverso a l'anima del musicista si trasformano in voci
meravigliose e possenti, che cantano umanamente le passioni e la volontà
dell'uomo, per la sua gioia e per i suoi dolori, e gli svelano in virtù
dell'arte il vincolo comune e indissolubile che lo avvince a tutto il
resto della natura.
Le forme musicali non sono altro che apparenze e frammenti di un unico
tutto ed intero. Ogni forma sta in rapporto alla potenzialità di
espressione e di svolgimento del motivo passionale generatore e alla
sensibilità e intuizione dell'artista creatore. La retorica e
l'ampollosità procedono da una sproporzione fra il motivo passionale e
la sua forma esplicativa, prodotta nella maggior parte dei casi da
influenze acciecanti di tradizioni, di cultura, di ambiente e spesso da
limitazione cerebrale.
Il solo motivo passionale impone al musicista la propria esplicazione
formale e sintetica, essendo la sintesi proprietà cardinale
dell'espressione e dell'estetica musicale.
Il contrasto di più motivi passionali ed i rapporti fra i loro caratteri
espressivi e fra la loro potenzialità di espansione e svolgimento,
costituiscono la sinfonia.
* * * * *
La sinfonia futurista considera come sue massime forme: il _Poema
sinfonico, orchestrale e vocale_ e l'_Opera teatrale_.
Il sinfonista puro trae dai suoi motivi passionali svolgimenti,
contrasti, linee e forme, con fantasia ampia e libera, non dovendo
attenersi ad alcun criterio che non sia il suo senso artistico di
equilibrio e di proporzione, e trovando il suo fine nel complesso dei
mezzi espressivi ed estetici proprî della pura arte musicale. Questo
senso di equilibrio futurista altro non è che il raggiungimento della
massima intensità di espressione.
L'operista attrae, in cambio, nell'orbita dell'ispirazione e
dell'estetica musicale tutti i riflessi delle altre arti--concorrenza
potente alla moltiplicazione dell'efficacia espressiva e
comunicativa.--L'operista deve concepire conseguenti alla sua
ispirazione ed estetica musicale questi altri elementi secondarî.
La voce umana pure essendo massimo mezzo di espressione, perchè nostra e
da noi proveniente, sarà circonfusa dall'orchestra, atmosfera sonora,
piena di tutte le voci della natura, rese attraverso l'arte.
La visione del poema sceneggiato balza alla fantasia dell'artista
creatore per una sua particolare necessità, sorta dalla volontà di
esplicare i motivi passionali generatori ed ispiratori. Il poema
drammatico o tragico non si potrà concepire per la musica, se non sarà
in conseguenza di uno stato di anima musicale e nell'unica visione,
dell'estetica musicale. L'operista, creando ritmi nel collegare le
parole, crea già musicalmente ed è autore unico dell'opera propria.
Musicando invece la poesia d'altri, egli rinuncia stupidamente alla sua
particolare fonte di ispirazione originale, alla sua estetica musicale,
ed assume da altri la parte ritmica delle sue melodie.
Il verso libero è il solo adatto, non essendo obbligato a limitazioni di
ritmi e di accenti monotonamente ripetentesi in forme ristrette ed
insufficienti. L'onda polifonica della poesia umana trova nel verso
libero tutti i ritmi, tutti gli accenti e tutti i modi per potersi
esuberantemente esprimere, come in una affascinante sinfonia di parole.
Tale libertà di espressione ritmica è propria della musica futurista.
L'uomo e la moltitudine degli uomini sulla scena non debbono più
imitare facilmente il comune parlare, ma debbono cantare, come quando
noi, inconsci del luogo e dell'ora, presi da un'intima volontà di
espansione e di dominio, prorompiamo istintivamente nell'essenziale ed
affascinante linguaggio umano. Canto naturale, spontaneo, senza la
misura dei ritmi o degl'intervalli, artificiosa limitazione
dell'espressione, che ci fa rimpiangere l'efficacia della parola.
1.--BISOGNA CONCEPIRE LA MELODIA QUALE UNA _SINTESI DELL'ARMONIA_
CONSIDERANDO LE DEFINIZIONI ARMONICHE DI _MAGGIORE_, _MINORE_,
_ECCEDENTE_ E _DIMINUITO_, COME SEMPLICI PARTICOLARI DI UN UNICO
MODO CROMATICO ATONALE.
2.--CONSIDERARE LA ENARMONIA COME UNA MAGNIFICA CONQUISTA DEL
FUTURISMO.
3.--INFRANGERE IL DOMINIO DEL RITMO DI DANZA, CONSIDERANDO QUESTO
RITMO QUALE UN PARTICOLARE DEL RITMO LIBERO, COME IL RITMO
DELL'ENDECASILLABO PUÒ ESSERE UN PARTICOLARE DELLA STROFA IN VERSI
LIBERI.
4.--CON LA FUSIONE DELL'ARMONIA E DEL CONTRAPPUNTO, CREARE LA
POLIFONIA IN UN SENSO ASSOLUTO, NON MAI USATO FINO AD OGGI.
6.--CONSIDERARE LE FORME MUSICALI CONSEGUENTI E DIPENDENTI DAI
MOTIVI PASSIONALI GENERATORI.
7. NON SCAMBIARE PER FORMA SINFONICA I SOLITI SCHEMI TRADIZIONALI,
TRAPASSATI E SEPOLTI DELLA SINFONIA.
8.--CONCEPIRE L'OPERA TEATRALE COME UNA FORMA SINFONICA.
9.--PROCLAMARE LA NECESSITÀ ASSOLUTA CHE IL MUSICISTA SIA AUTORE
DEL POEMA DRAMMATICO O TRAGICO PER LA SUA MUSICA. L'AZIONE
SIMBOLICA DEL POEMA DEVE BALZARE ALLA FANTASIA DEL MUSICISTA,
INCALZATA DALLA VOLONTÀ DI ESPLICARE MOTIVI PASSIONALI. I VERSI
SCRITTI DA ALTRI COSTRINGEREBBERO IL MUSICISTA AD ACCETTARE DA
ALTRI IL RITMO PER LA PROPRIA MUSICA.
10.--RICONOSCERE NEL VERSO LIBERO L'UNICO MEZZO PER GIUNGERE AD UN
CRITERIO DI LIBERTÀ POLIRITMICA.
11.--PORTARE NELLA MUSICA TUTTI I NUOVI ATTEGGIAMENTI DELLA NATURA,
SEMPRE DIVERSAMENTE DOMATA DALL'UOMO PER VIRTÙ DELLE INCESSANTI
SCOPERTE SCIENTIFICHE. DARE L'ANIMA MUSICALE DELLE FOLLE, DEI
GRANDI CANTIERI INDUSTRIALI, DEI TRENI, DEI TRANSATLANTICI, DELLE
CORAZZATE, DEGLI AUTOMOBILI E DEGLI AEROPLANI. AGGIUNGERE AI GRANDI
MOTIVI CENTRALI DEL POEMA MUSICALE IL DOMINIO DELLA MACCHINA ED IL
REGNO VITTORIOSO DELLA ELETTRICITÀ.
_MARINETTI._
=Contro la Spagna passatista.=
_Pubbl. dalla rivista "Prometeo" di Madrid--Giugno 1911._
Ho sognato d'un gran popolo:--certo del vostro, Spagnuoli!
L'ho visto avanzarsi, d'età in età, conquistando le montagne, salendo
sempre più in alto, verso la grande luce che splende oltre le cime
inaccessibili.
Dall'alto dello Zenit, ho contemplato in sogno le vostre innumerevoli
navi ben cariche formanti, lunghi cortei di formiche sulla verde
prateria del mare, così da congiungere isole ad isole, come tanti
formicai, e indifferenti ai cicloni, pedate formidabili di un dio che
voi non temete.
Quanto a voi, costruttori di città, soldati e bifolchi, camminavate di
un passo forte che faceva le strade, trascinando una lunga retroguardia
di donne, di fanciulli, e di perfidi monaci.
E furono questi che vi tradirono, attirando sul vostro esercito in
marcia tutti i pesanti climi d'Africa, stregoni e lenoni aerei che
complottano nelle cupe gole della Sierra Nevada.
Mille brezze avvelenatrici spiavano il vostro passaggio; mille morbide
primavere dall'ali di vampiro vi assopirono voluttuosamente. Subito le
lupe della lussuria, urlarono in fondo ai boschi. Ai lenti soffi rosei
del crepuscolo, gli uomini schiacciarono sotto i baci le donne ignude
fra le loro braccia. Forse speravano essi di fare impazzire di gelosia
le stelle, inafferrabili, perdute lontano, nell'abisso delle notti!...
Oppure, la paura di morire li spingeva a ripetere senza fine i giuochi
della morte nei letti dell'amore! Certo, le ultime fiamme dell'Inferno
che andava spegnendosi lambirono le loro schiene di maschi accaniti sui
bei sessi golosi....
E frattanto il vecchio sole cristiano moriva in un tumulto di nuvole
striate di sangue, che scoppiarono ad un tratto, per vomitare, rossa e
ribollente, la Rivoluzione francese, formidabile uragano di giustizia.
Nell'immensa inondazione di libertà, cancellate finalmente tutte le
strade dell'autorità, voi gridaste lungamente la vostra angoscia ai
monaci sornioni che facevan cauti la ronda intorno alle vostre ricchezze
ammucchiate.
Ed eccoli tutti chini su di voi, borbottando:
«Figliuoli, entrate, entrate, con noi nella cattedrale di Dio!... È
antica, ma solida ancora! Entrate, pecorelle.... Riparatevi in questo
ovile! Ascoltate le sante campane amorevoli, che fanno ondeggiare i loro
suoni come le Andaluse fanno ondeggiare i loro fianchi rotondi. Noi
abbiamo coperti di rose e di viole gli altari della Madonna. La penombra
delle cappelle è misteriosa come quella della camera nuziale. Le fiamme
dei nostri ceri sono simili ai garofani rossi che ridono tra i denti
delle vostre languide femmine.... Venite! Avrete amore, profumi, oro e
seta, e avrete anche delle canzoni, poichè la Vergine è indulgente!....»
A queste parole, voi staccaste gli occhi dalle costellazioni
indecifrabili, e la vasta paura dei firmamenti vi spinse nei portici
affamati della cattedrale, sotto la voce liquefacente dell'organo, che
vi spezzò completamente le ginocchia.
* * * * *
Ed ora che vedo?.... Nella notte impenetrabile, la cattedrale trema
sotto la rabbia di una pioggia scrosciante. Il terrore soffocante
solleva a stento, dovunque, giganteschi macigni di tenebre. L'uragano
con una voce desolata accompagna i gemiti lunghi dell'organo, e a quando
a quando le loro voci commiste si prolungano in un fracasso di ruina.
Sono le mura del chiostro che crollano!...
Spagnuoli! Spagnuoli! Che mai aspettate, così atterrati dallo spavento,
con la faccia al suolo nell'ammorbante fetore dell'incenso e dei fiori
fradici, in questa navata di cattedrale, arca immonda che non può
salvarvi dal diluvio, bestiame cristiano, nè condurvi al cielo?...
Alzatevi! Arrampicatevi fino alle vostre vetrate ancora spalmate di
mistica luna, e contemplate lo spettacolo degli spettacoli!...
Ecco levarsi subitamente in un prodigio, più alta che le _sierras_ di
ebano, la sublime Elettricità, unica e divina madre dell'umanità futura,
l'Elettricità dal torso guizzante d'argento vivo l'Elettricità dalle
mille braccia sfolgoranti e violette....
Ecco! Ecco!... Essa lancia da ogni parte le sue Folgori di diamante,
giovani, danzanti e nude, che corrono, per azzurre scale serpeggianti,
all'assalto, all'assalto della Cattedrale nera!
Sono più di diecimila, palpitanti, affannate, che si scagliano
all'assalto sotto la pioggia, scavalcando i muri, cacciandosi
dappertutto, mordendo il ferro fumante delle grondaie e spezzando, con
tuffi pazzeschi, le madonne dipinte delle vetrate.
Ma voi tremate in ginocchio come alberi schiantati in un torrente....
Alzatevi!... I più anziani si affrettino a sollevare sulle loro spalle
la miglior parte delle vostre ricchezze. Agli altri, ai più giovani un
compito più allegro!... Siete voi gli uomini di vent'anni? Sta bene:
Ascoltatemi!...
Brandite un candelabro d'oro massiccio e servitevene come di una mazza
volteggiante, per fracassare il cranio ai monaci e ai sagrestani!...
Poltiglia sanguinosa, rossa imbottitura con cui tapperete i buchi della
vôlta e le vetrate infrante.
Una sanguinante armatura di diaconi e d'arcidiaconi, d'arcivescovi e di
cardinali, incastrati l'uno nell'altro, intrecciate le braccia e le
gambe, sosterrà le mura pieganti della navata!
Ma affrettatevi dunque, prima che le Folgori trionfanti si avventino su
di voi per punirvi della vostra colpa millenaria!...
Poichè voi siete colpevoli del delitto d'estasi e di sonno. Poichè voi
siete colpevoli di non aver voluto vivere e di avere assaporata la morte
a piccoli sorsi.... Colpevoli di aver soffocato in voi lo spirito, la
volontà e l'orgoglio conquistatore, sotto tristi guanciali d'amore, di
nostalgia, di lussuria, e di preghiera!...
* * * * *
Ed ora sfondate i battenti della porta, che scricchiolano sui loro
cardini vivi!... La bella terra di Spagna è stesa davanti a voi, tutta
bruciata dalla sete e tutta pesta da un sole implacabile. Essa vi mostra
il suo ventre abbrustolito e disseccato.... Correte, correte dunque a
soccorrerla!... Perchè mai indugiate? Ah! un fossato vi arresta; il gran
fossato medioevale che difendeva la Cattedrale.... Ebbene: colmatelo,
vecchi, gettandovi le ricchezze che vi opprimono la schiena!... Giù, giù
tutto insieme: quadri sacri, statue immortali, chitarre grondanti di
chiaro di luna, arnesi preferiti dagli avi, metalli e legni preziosi!...
Il fossato è troppo vasto, e non vi resta più nulla per riempirlo?... A
voi, dunque! Sacrificatevi! Gettatevi giù alla vostra volta!... I vostri
vecchi corpi ammucchiati prepareranno la strada alla grande speranza del
mondo.
E voi, giovani, voi, coraggiosi, passate sopra!... Che c'è?... Ancora un
ostacolo?... Ah! non è altro che un cimitero!... A galoppo!... A
galoppo!... Attraversatelo sgambettando come una banda di scolari in
baldoria!... Sconvolgete le erbe, le croci e le tombe!... Come rideranno
i vostri avi!... Rideranno di una gioia futurista, felici, follemente
felici di sentirsi calpestati da piedi più possenti dei loro!
Che cosa portate?.. Delle zappe?.. Sbarazzatevene!.. Esse non hanno
scavato altro che fosse mortuarie!...
Per sconvolgere la terra della vita inebriante, ne fucinerete delle
altre, fondendo l'oro e l'argento degli _ex-voto_!
Finalmente, finalmente, voi potete scatenare i vostri sguardi liberati
sotto il vasto garrire rivoluzionario delle bandiere dell'aurora!
I fiumi in libertà vi indicheranno la via!.. I fiumi che snodano alfine
le loro verdi e seriche sciarpe di frescura sulla terra dalla quale
avete spazzate via le immondizie clericali!
Poichè, sappiatelo bene, Spagnuoli: il vecchio cielo cattolico lasciando
piover giù le sue ruine ha fecondato involontariamente la siccità del
vostro grande Altipiano centrale!
Per calmare la vostra sete durante la vostra marcia entusiastica
mordetevi fino al sangue le labbra, che vorrebbero ancora pregare,
perchè imparino a comandar al Destino schiavo!... Camminate dritto!...
Dovete disabituare dalla terra le vostre ginocchia indolenzite poichè
ormai non le piegherete più se non per schiacciare i vostri antichi
confessori, bizzarri inginocchiatoi!
Essi agonizzano--udite?--sotto questo crollare di pietre e questi urti
pesanti di frana che cadenzano i vostri passi.... Ma guai a voi se
volgete la testa.... La vecchia Cattedrale nera può ben sprofondarsi, a
poco a poco, con le sue vetrate mistiche e i suoi buchi di vôlta
debitamente otturati con la fetida poltiglia dei monaci e dei
sagrestani!
CONCLUSIONI FUTURISTE
Il progresso della Spagna contemporanea non potrà compiersi senza la
formazione di una ricchezza agricola e di una ricchezza industriale.
Spagnuoli! Voi giungerete infallibilmente a questo risultato mediante
l'autonomia municipale, e regionale, divenuta indispensabile, e
l'istruzione popolare, alla quale il governo deve consacrare ogni anno i
60 milioni di _pesetas_ assorbiti dal culto e dal clero.
Bisogna per questo estirpare in modo totale, e non parziale, il
clericalismo, e distruggere il suo corollario, collaboratore e
difensore: il Carlismo.
La monarchia abilmente difesa da Canalejas, sta facendo appunto ora
questa bella operazione chirurgica.
Se la monarchia non riesce a condurla a termine, se vi sarà, da parte
del primo ministro o dei suoi successori, debolezza o tradimento, verrà
la volta della repubblica radico-socialista, con Lerroux e Iglesias,
che, con mano rivoluzionaria, farà un taglio più profondo e forse
definitivo nella carne avvelenata del paese.
Frattanto gli uomini politici, i letterati e gli artisti devono lavorare
energicamente, coi loro libri, i loro discorsi le loro conferenze e i
loro giornali, a trasformare completamente l'intellettualità spagnuola.
1.) Essi devono, per giungere a questo, esaltare l'orgoglio
nazionale sotto tutte le sue forme;
2.) Difendere e sviluppare la dignità e la libertà individuali;
3.) Propagare e glorificare la scienza vittoriosa e il suo eroismo
quotidiano;
4.) Dividere nettamente l'idea di patria d'esercito potente e di
guerra possibile dall'idea di monarchia reazionaria e clericale;
5.) Fondere l'idea di patria, d'esercito potente e di guerra
possibile con l'idea di progresso e di proletariato libero. Educare
patriotticamente il proletariato.
6.) Trasformare senza distruggerle tutte le qualità essenziali
della razza spagnuola e cioè: l'amore del pericolo e della lotta,
il coraggio temerario, l'ispirazione artistica, la spavalderia
arrogante e la destrezza muscolare che aureolarono di gloria i
vostri poeti, i vostri cantori, i vostri danzatori, i vostri Don
Giovanni, e i vostri _matadores_.
Tutte queste energie traboccanti possono essere canalizzate nei
laboratori e nelle officine, sulla terra, sul mare e in cielo, per le
innumerevoli conquiste della scienza;
7.) Combattere la tirannia dell'amore, l'ossessione della donna
ideale, gli alcool del sentimento e le monotone battaglie
dell'adulterio, che estenuano gli uomini di venticinque anni.
8.) Difendere la Spagna dal maggiore dei pericoli e dalla più grave
della epidemie intellettuali; il _passatismo_, cioè il culto
metodico e stupido del passato, l'immondo commercio delle nostalgie
storiche.
Sappiate, sappiate, Spagnuoli, che la gloriosa Spagna d'un tempo non è
_assolutamente nulla_ di fronte alla Spagna che le vostre mani futuriste
fabbricheranno un giorno.
Semplice problema di volontà che bisogna risolvere, spezzando
brutalmente il circolo vizioso di preti, di _toreros_, e di suonatori di
serenate, nel quale vivete ancora.
Vi lagnate nel vostro paese del fatto che i monelli delle vostre città
morte, possono liberamente lanciare dei sassi contro i preziosi merletti
di pietra dei vostri Alhambra e contro le vecchie vetrate inimitabili
delle vostre chiese!
Oh! via! date dei dolci a codesti monelli benefici poichè vi salvano
senza volerlo, dalla più infame e perniciosa delle industrie: lo
sfruttamento degli stranieri.
Quanto ai turisti milionari, impotenti _voyeurs_ stupefatti che fiutano
le tracce dei grandi uomini d'azione e si divertono talvolta a coprire i
loro fragili cranii con un vecchio elmo di guerriero,--disprezzateli
tutti, con la loro stupidaggine chiacchierona e col denaro con cui
possono arricchirvi! Impedite loro di venire a visitare la vostra
Spagna, come vengono a visitare Roma, Venezia, Firenze, ideali
cimiteri!...
So bene che c'è chi si sforza di allucinarvi coi guadagni enormi che
potrebbe darvi il commercio sapiente del vostro glorioso passato....
Sputatevi sopra, e voltate la testa!...
Voi siete degni, Spagnuoli, di essere dei lavoratori eroici non già dei
ciceroni, dei lenoni, dei pittori copisti, dei restauratori di vecchi
quadri, degli archeologhi pedanti e dei fabbricanti di falsi
capolavori.
Guardatevi dall'attirare sulla Spagna le grottesche carovane dei ricconi
cosmopoliti, che portano a spasso il loro snobismo ignorante, la loro
stupidità inquieta la loro sete morbosa di nostalgia e i loro sessi
restii, invece d'impiegare le loro ultime forze e le loro ricchezze alla
costruzione del Futuro!...
I vostri alberghi sono pessimi, le vostre cattedrali ruinano.... Tanto
meglio! tanto meglio! Rallegratevene! Rallegratevene! Avete bisogno di
grandi porti commercianti, di città industriali, di campagne ubertose
irrigate dai vostri grandi fiumi ancora inoperosi.
Voi non ambite, che io sappia, di fare della Spagna una Spagna di
Baedecker, stazione climatica di primo ordine: mille musei, centomila
panorami e rovine illustri _a volontà_!
_BOCCIONI, CARRÀ, RUSSOLO, BALLA, SEVERINI._
=Prefazione al Catalogo delle Esposizioni di Parigi, Londra, Berlino,
Bruxelles, Monaco, Amburgo, Vienna, ecc.=
_Febbraio 1912._