Questa chiesa è ricordata dal Camerario col nome di «_Salvatoris Insule
et Colosei_»; nel Codice di Torino è detta: «_S. Salvatoris de Insula,
habet 1. sacerdotem_»; e così pure vien chiamata nel _Catalogo_ del
Signorili.
L’Armellini[772] dice che non si trova altra menzione di essa, e
la crede addossata all’Anfiteatro: «Tracce infatti (egli scrive) di
costruzione del medio evo restano ancora presso uno degli archi del
medesimo, dal canto della via che conduce alla basilica Lateranense».
Io però non posso convenire col ch.º scrittore: l’aggiunto «_Insule_»
del Camerario, e il «_de Insula_» del Codice di Torino esclude l’idea
di un addossamento della chiesa ad un edifizio. O fu dunque la chiesa
medesima per se isolata, e quindi «_Insule_» o «_de Insula_»; ovvero
fu inchiusa in uno di quei fabbricati, che, per essere affittato a più
famiglie nell’antichità, e forse anche nell’età di mezzo, eran detti
_Insulae_.