NOTE:

[578] Un antico cronologista citato da Velleio Patercolo (l. I. c. 6)

osserva che gli Assiri, i Medi, i Persiani, ed i Macedoni regnarono

nell'Asia per il corso di 1995 anni, dall'avvenimento di Nino alla

disfatta di Antioco ad opera dei Romani. Siccome quest'ultimo memorabile

successo seguì 289 anni avanti Gesù Cristo, il primo può riferirsi

all'anno 2184 innanzi l'epoca suddetta. Le osservazioni astronomiche,

trovate da Alessandro in Babilonia, cominciavano 50 anni prima.

[579] L'anno 538 dell'Era di Seleuco. Vedi Agatia, l. II. p. 63. Questo

grande avvenimento è riferito da Eutichio (tanta è la negligenza degli

Orientali) all'anno decimo del regno di Commodo, e da Mosè di Corene al

regno di Filippo. Ammiano Marcellino ha preso da buone sorgenti le cose

appartenenti alla Storia dell'Asia; ma ha seguito sì servilmente gli

antichi monumenti da lui veduti, che non ha dubitato di asserire, che la

famiglia degli Arsacidi regnava ancora in Persia verso la metà del

quarto secolo.

[580] Il nome di questo conciatore di pelli era _Babec_; quello del

soldato, _Sassan_; dal primo è stato preso il nome di Babegano dato ad

Artaserse, e dal secondo, quello di Sassanidi dato a tutti i discendenti

di quel Principe.

[581] D'Erbelot. Biblioteca Orient. _Ardshir_.

[582] Dione Cassio l. XXX; Erodiano l. VI p. 207; Abulfaragio Dinast. p.

80.

[583] Ved. Mosè Corenen. l. II. c. 65, 71.

[584] Hyde e Prideaux fabbricando una Storia molto curiosa sopra le

leggende persiane e le loro proprie congetture, rappresentano Zoroastro

come contemporaneo di Dario Istaspe. Ma basta osservare che gli

Scrittori greci, i quali vivevano quasi nel secolo di Dario, si uniscono

nel riferire l'Era di Zoroastro a più centinaia ed ancor migliaia di

anni avanti. Il Sig. Moile, critico giudizioso, conobbe e sostenne

contro Prideaux suo zio l'antichità del Profeta persiano. Vedi le sue

opere, Vol. II.

[585] Quell'antico idioma fu chiamato _Zend_. Il linguaggio dei

commentarj, _Pehlvi_, benchè molto più moderno, non è però da molti

secoli in poi una lingua viva. Questo fatto solo (se fosse autentico)

basterebbe a provare l'antichità di quegli scritti, che il sig.

d'Anquetil ha portati in Europa, e tradotti in francese.

[586] Hyde. _De Relig. vet. Persar._ c. 21.

[587] Io ho tratto questo ragguaglio principalmente dal _Zendavesta_ del

Sig. d'Anquetil, e dal _Sadder_ annesso al trattato di Hyde. Conviene

confessare per altro, che la studiata oscurità di un Profeta, lo stile

figurato degli Orientali, e l'alterazione di una traduzione francese o

latina, possono avermi indotto in qualche errore od in qualche eresia

nel fare il compendio della teologia persiana.

[588] I Persiani moderni (ed il Sadder in qualche parte) riconoscono

Ormusd per prima ed onnipotente cagione, mentre degradano Ahriman come

spirito inferiore e ribelle. Il desiderio di adulare i Maomettani può

aver contribuito a raffinare il loro sistema teologico.

[589] Erodoto l. I. 131. Ma il D. Prideaux crede, e con ragione, che

l'uso dei tempj fosse poi permesso nella religione dei Magi.

[590] _Hyde de relig. Pers._ Nonostante tutte le loro distinzioni e

proteste, che sembrano abbastanza sincere, i Maomettani loro tiranni gli

hanno costantemente accusati quali idolatri adoratori del fuoco.

[591] Vedi il Sadder, la più piccola parte del quale consiste in

precetti morali. Le cerimonie inseritevi sono frivole ed infinite.

Quindici genuflessioni, quindici preghiere, ec., erano necessarie ogni

volta che il divoto Persiano si tagliava le unghie o che orinava; ed

ogni volta che si metteva il sacro cinto. Sadder art. 14 50 60.

[592] _Zendavesta_ tom. I. p. 224, ed il compendio del sistema di

Zoroastro tom. III.

[593] _Hyde De Relig. Pers._ c. 19.

[594] Detto cap. 28. Hyde e Prideaux affettano di applicare alla

gerarchia dei Magi i termini consacrati alla cristiana.

[595] Ammiano Marcellino, XXIII 6 ci informa (per quanto se gli può

prestar fede) di due curiose particolarità: I. che i Magi dovevano

alcune delle più segrete loro dottrine a' Bracmani dell'India; II.

ch'essi erano una tribù o sia famiglia, ugualmente che un ordine.

[596] La divina istituzione delle decime presenta un singolare esempio

di conformità tra la legge di Zoroastro e quella di Mosè. Quelli che non

sanno diversamente spiegarla, possono, se così lor piace, supporre che i

Magi degli ultimi tempi abbiano inserito una falsificazione così utile

negli scritti del loro profeta.

[597] Sadder art. 8.

[598] Platon. in Alcibiad.

[599] Plinio, Stor. Nat. l. XXX c. 1, osserva che la magia legava gli

uomini con la triplice catena della religione, della medicina e

dell'astronomia.

[600] Agatia l. IV p. 134.

[601] Il Sig. Hume, nella Stor. Nat. della religione, sagacemente

osserva, che le più raffinate e più filosofiche Sette sono costantemente

le più intolleranti.

[602] _Cicero de Legib._ II 10. Serse, per consiglio dei Magi, distrusse

i tempj della Grecia.

[603] Hyde de Rel. Persar. c. 23 24. D'Herbelot Bibliot. Orient.

_Zerdusht._ Vita di Zoroastro nel tom II. del Zendavesta.

[604] Confrontisi Mosè di Corene l. II. c. 74 con Ammian. Marcell. XXIII

6. Da qui avanti io farò uso di questi passi.

[605] Rabbi Abraham nel Tarick Schickard p. 108 109.

[606] _Basnage, Histoire des Juifs_ l. VIII c. 3. Sozomen l. II. c. 1.

Manes, che soffrì una morte ignominiosa, si può riguardare come un

eretico dei Magi non meno che dei Cristiani.

[607] Hyde de Relig. Persar. c. 21.

[608] Queste colonie erano numerosissime. Seleuco Nicatore fondò

trentanove città, alle quali tutte egli o dette il suo proprio nome, o

quello di alcuni parenti (Vedi Appian. in Syriac. p. 124). L'Era di

Seleuco (tutt'ora usata dai Cristiani orientali) comparisce sino

all'anno 508, di Cristo 196, sulle medaglie delle città greche racchiuse

nell'Impero dei Parti. Vedi le opere di Moile vol. I p. 275 ec. e Freret

_Mém. de l'Académie_ tom. XIX.

[609] I Persiani moderni chiamano quel periodo la Dinastia dei Re delle

Nazioni. Ved. Plin. Stor. Nat. VI 25.

[610] Eutichio (tom I. p. 367 371 375) riferisce l'assedio dell'isola di

Mesene nel Tigri, con alcune circostanze non diverse dalla Storia di

Niso e di Scilla.

[611] Agatia II. 164. I Principi del Segestan difesero per molti anni la

loro indipendenza. Siccome i romanzi generalmente trasportano ad un

epoca antica gli avvenimenti dei loro tempi, non è impossibile che le

favolose imprese di Ruslan Principe del Segestan sieno state, per così

dire, innestate a questa vera Storia.

[612] Chardin. tom. III c. 1, 2, 3.

[613] Dione l. XXVIII p. 1355.

[614] Per la precisa situazione di Babilonia, Seleucia, Ctesifonte,

Modain e Bagdad, città spesso confuse l'una con l'altra. Vedi un

eccellente Trattato geografico del Sig. d'Anville, nelle Memor.

dell'Accadem tom. XXX.

[615] Tacit. Annal. XI. 42 Plinio Stor. Nat. VI. 26.

[616] Questo si può dedurre da Strabone l. XVI p. 743.

[617] Bernier, quel curiosissimo viaggiatore (Vedi Stor. dei viaggi tom.

X) che seguitò il campo di Aurengzebe da Dehli a Cashmir, descrive con

grande esattezza l'immensa ambulante città. La guardia della cavalleria

era di trentacinquemila uomini; quella dell'infanteria di centomila. Fu

calcolato che il campo conteneva centocinquantamila tra cavalli, muli ed

elefanti; cinquantamila buoi e da trecento a quattrocentomila persone.

Quasi tutto Dehli seguitava la Corte, la cui magnificenza ne manteneva

l'industria.

[618] Dione l. LXXI p. 1178. Stor. Aug. p. 38. Eutrop. VIII 10 Euseb. in

Chronic. Quadrato (citato nella Stor. Aug.) tentò di vendicare i Romani,

allegando, che i cittadini di Seleucia avevano i primi violata la fede

loro.

[619] Dione l. LXXV. p. 1263. Erodian. l. III p. 120. Stor. Aug. P. 70.

[620] I culti cittadini di Antiochia nominavano quelli di Edessa un

mescuglio di Barbari. Era però un qualche pregio che il dialetto Arameo,

il più puro ed il più elegante dei tre dialetti del Siriaco, si parlasse

in Edessa. Il Sig. Bayer (Stor. Edess. p. 5.) ha ricavata questa

osservazione da Giorgio di Malatia, scrittore siriaco.

[621] Dione l. LXXV p. 1248, 1249, 1250. Il Sig. Bayer ha trascurato di

far uso di un passo così importante.

[622] Questo regno, da Osroe, che dette un nuovo nome al paese, fino

all'ultimo Abgaro avea durato 353 anni. Vedi l'erudita opera del Sig.

Bayer, _Historia Osrhoena et Edessena_.

[623] Senofonte, nella prefazione alla Ciropedia, dà una chiara e

magnifica idea dell'estensione dell'Impero di Ciro. Erodoto (l. III c.

79 ec.) entra in una curiosa e particolar descrizione delle venti grandi

_Satrapie_, nelle quali l'Impero persiano fu diviso da Dario Istaspe.

[624] Erodian. VI 209, 212.

[625] Vi erano dugento carri armati di falci alla battaglia di Arbella

nell'esercito di Dario. Nel numeroso esercito di Tigrane, che fu vinto

da Lucullo, diciassettemila cavalli soltanto erano interamente armati.

Antioco mise in campo contro i Romani cinquantaquattro elefanti: con le

sue frequenti guerre e negoziazioni con i Sovrani dell'India, egli aveva

una volta raccolti centocinquanta di quei grandi animali; ma si può

mettere in dubbio se il più potente Monarca dell'Indostan formasse mai

in battaglia una linea di settecento elefanti. In luogo dei tre o

quattromila elefanti che il Gran Mogol si dicea possedere, Tavernier

(Viaggi, parte II lib. I p. 198) scoprì con più diligenti ricerche, che

quel Principe non ne aveva che cinquecento pe' suoi equipaggi, ed

ottanta o novanta pel un servizio della guerra. I Greci hanno variato

sul numero degli elefanti, tratti in campo da Poro. Ma Quinto Curzio

(VIII. 13) che in questo passo mostrasi giudizioso e moderato, non parla

che di ottantacinque elefanti riguardevoli per la loro mole e fortezza.

Nel paese di Siam, dove questi animali sono più numerosi e stimati,

diciotto elefanti si riguardano come una proporzione sufficiente per

ciascuna delle nuove brigate in cui un compiuto esercito viene diviso.

L'intero numero di cento e settantadue elefanti da guerra, può alcune

volte essere raddoppiato. Vedi _Storia de' viaggi_ tom. I. X pag. 260.

[626] Stor. Aug. p. 135.

[627] Il Sig. de Tillemont ha già osservato che la geografia di Erodiano

è alquanto confusa.

[628] Mosè di Corene (Stor. Armen. l. II c. 71) illustra questa

invasione della Media sostenendo, che Cosroe Re dell'Armenia disfece

Artaserse e lo inseguì fino ai confini dell'India. Le imprese di Cosroe

sono state esagerale; ed agì come dipendente alleato dei Romani.

[629] Per il ragguaglio di questa guerra, vedi Erodiano (l. VI p. 209,

212.) Gli antichi abbreviatori, ed i compilatori moderni hanno

ciecamente seguitata la Storia Augusta.

[630] Eutichio tom. II p. 180 vers. Pocock. Il gran Cosroe Noushirwan

mandò il Codice di Artaserse a tutti i suoi Satrapi, per invariabile

regola della loro condotta.

[631] D'Herbelot Bibliot. Orient. alla parola _Ardshir_. Possiamo

osservare, che dopo un antico periodo di favole, ed un lungo intervallo

di oscurità, le storie moderne della Persia cominciano con la Dinastia

dei Sassanidi a prendere un'aria di verità.

[632] Erodian. lib. VI p. 214. Ammiano Marcell. lib. XXIII c. 6. Sono da

osservarsi alcune differenze tra questi due storici, conseguenze

naturali dei cambiamenti prodotti da un secolo e mezzo.

[633] I Persiani sono tuttavia i più abili cavalcatori, ed i loro

cavalli, i più belli d'Oriente.

Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 01 · 第 37 / 45 题