[277] Ved. i rimproveri di Avidio Cassio Stor. Aug. p. 45. È vero che
questi sono i discorsi di un ribelle, ma la fazione esagera più di
quello che inventi.
[278] «Faustinam satis constat apud Cayetam _conditiones_ sibi, et
nauticas et gladiatorias elegisse». Stor. Aug. p. 30. Lampridio spiega
qual sorta di merito piacesse a Faustina e le _condizioni_ ch'essa
esigeva; Stor. Aug. p. 102.
[279] Stor. Aug. p. 34.
[280] Meditazioni lib. I. Il Mondo si è riso della credulità di Marco,
ma la sig. Dacier ci assicura (e ad una donna in ciò deve credersi) che
il marito sempre sarà ingannato se la moglie sa dissimulare.
[281] Dione Cassio lib. LXXI p. 1195. Stor. Aug. p. 33. Commentario di
Spanheim sopra i Cesari di Giuliano p. 389. L'apoteosi di Faustina è il
solo difetto, che il critico Giuliano possa scoprire nel perfettissimo
carattere di Marco Aurelio.
[282] Commodo fu il primo _Porfirogeneta_ (nato dopo l'avvenimento del
Padre al Trono). Per un nuovo tratto di adulazione le medaglie egiziane
mettono la data degli anni della sua vita, come se non fossero diversi
da quelli del suo regno. Tillem. Stor. degl'Imp. Tom. II p. 752.
[283] Stor. Aug. p. 46.
[284] Dione Cassio lib. LXXII p. 1203.
[285] Secondo Tertulliano (Apolog. c. 25.) egli morì a Sirmio. Ma la
situazione di Vindobona, o sia Vicuna, dove i due Vittori mettono la sua
morte, è più acconcia alle operazioni della guerra contro i Marcomanni
ed i Quadi.
[286] Erodiano lib. I pag. 12.
[287] Erodiano lib. I pag. 16.
[288] Questa letizia universale è ben descritta dietro le medaglie e gli
Storici dal Sig. Wotton. Stor. di Roma p. 192 e 193.
[289] Manilio, il segretario confidente di Avidio Cassio, fu scoperto,
dopo aver vissuto nascosto diversi anni. L'Imperatore dissipò nobilmente
la pubblica inquietudine ricusando di vederlo, e bruciando tutti i suoi
fogli. Dione l. LXXII p. 1209.
[290] Ved. Maffei degli Anfiteatri p. 126.
[291] Dione l. LXXII p. 1205. Erodiano lib. I p. 16. Stor. Aug. p. 46.
[292] In una nota sulla Stor. Aug. Casaubono ha raccolto gran numero di
particolarità concernenti questi illustri fratelli. Vedi p. 96 del suo
dotto Comment.
[293] Dione l. LXXII p. 1210, Erodiano lib I p. 22. Stor. Aug. p. 48.
Dione dà a Perenne un carattere meno odioso degli altri Storici. La sua
moderazione è quasi un segno della sua veracità.
[294] Nella seconda guerra Punica, i Romani portarono dall'Asia il culto
della madre degli Dei. La sua festa _Megalesia_ cominciava al 4 di
Aprile, e durava sei giorni. Le strade erano piene di pazze processioni,
i teatri di spettatori, e le pubbliche mense di qualunque sorta di
convitati. L'ordine e il buon governo rimanevan sospesi, e il piacere
era l'unica seria occupazione della città. Ved. Ovid. _de Fastis_ lib.
IV 189 ec.
[295] Erodiano l. I p. 23 28.
[296] Cicerone pro Flacco cap. 27.
[297] Una di queste sì dispendiose promozioni diede luogo al frizzo
seguente: Giulio Solone è stato esiliato nel Senato.
[298] Dione lib. LXXII p. 12 e 13 osserva, che nessun liberto era stato
mai tanto ricco quanto Cleandro, e pure la fortuna di Pallante ascendeva
circa a cinque milioni di zecchini, _ter millies_ H. S.
[299] Dione lib. LXXII pag. 1213, Erodiano l. I p. 29. Stor. Aug. pag.
52. Questi bagni erano vicini alla _porta Capena_. Vedi Nard. Roma Ant.
p. 79.
[300] Stor. Aug. p. 48.
[301] Erodiano l. I p. 28. Dione lib. LXXII p. 1215. Questo ultimo dice
che morirono a Roma duemila persone ogni giorno per un tempo
considerabile.
[302] «Tuncque primum tres Praefecti Praetorio fuere, inter quos
libertinus.» Per un resto di modestia Cleandro non prese il titolo di
Prefetto dal Pretorio, mentre ne esercitava il potere. Siccome gli altri
liberti venivano dai loro diversi dipartimenti chiamati _a rationibus_,
_ab epistolis_, Cleandro s'intitolò _a pugione_, come incaricato della
difesa del padrone. Salmasio, e Casaubono pare che abbian fatto
commentarj troppo vaghi su questo passo.
[303] Οἱ της πὸγεως πὲζοι ϛρατῶτιαι Erodiano l. I p. II. È
cosa dubbia se vuol significare l'infanteria Pretoriana, o le coorti
_Urbanae_. Eran queste un corpo di seimila uomini, il grado e la
disciplina dei quali non era corrispondente al loro numero. Il Sig. de
Tillemont e Wotton non hanno voluto decidere questa quistione.
[304] Dione Cassio l. LXXII p. 1215. Erodiano l. I p. 32. Stor. Aug. p.
48.
[305] «Sororibus suis constupratis, ipsas concubinas suas sub oculis
suis stuprari jubebat. Nec irruentium in se juvenum carebat infamia,
omni parte corporis atque ore in sexum utrumque pollutus.» Stor. Aug. p.
47.
[306] I leoni affricani, spinti dalla fame, infestavano impunemente gli
aperti villaggi o la coltivata campagna. Questa fiera reale era
riservata pei piaceri dell'Imperatore e della capitale; e lo sventurato
agricoltore, che anche per difendersi ne uccidesse alcuna, era punito.
La quale crudele _Legge di caccia_ fu mitigata da Onorio, e finalmente
abolita da Giustiniano, _Codex Theodos._ tom. V p. 92. _Comment.
Gothofred._
[307] Spanheim _de Numismat._ Dissert. XIII tom. II pag. 593.
[308] Dione l. LXXII p. 1216. Stor. Aug. p. 49.
[309] Il collo dello struzzo è lungo tre piedi, e composto di
diciassette vertebre. Vedi Buffon Stor. Nat.
[310] Commodo uccise un _Camelopardalis_, o sia Giraffa (Dione l. LXXII
p. 1211) il più alto, il più docile, ed il più inutile di tutti i
quadrupedi. Questo singolare animale, che nasce soltanto nelle parti
interne dell'Affrica, non è stato veduto in Europa dopo il risorgimento
delle lettere, e benchè il Buffon Stor. Nat. tom. XIII abbia procurato
di descriverlo, non si è arrischiato a darne il disegno.
[311] Erodiano l. I p. 37. Stor. Aug. p. 30.
[312] I Principi virtuosi o prudenti proibirono ai Senatori ed ai
Cavalieri di abbracciare questa vergognosa professione sotto pena
d'infamia, o ciò che per loro era ancor più terribile, sotto pena
dell'esilio. I tiranni gl'invitarono a disonorarsi, con ricompense e con
minacce. Nerone una volta fece venire sull'_arena_ 40 Senatori, e 60
Cavalieri. Vedi _Lipsio Saturnal._ lib. II. Cap. 2. Egli ha felicemente
corretto un passo di Svetonio in Nerone c. 12.
[313] Lipsio lib. II c. 7 e 8. Giovenale nella Satira VIII, fa una
pittoresca descrizione di questo combattimento.
[314] Stor. Aug. p. 50. Dione l. LXXII p. 1220. Egli ricevè per una sola
volta _decies_ H. S. quasi sedicimila zecchini.
[315] Vittore dice che Commodo dava ai suoi antagonisti una spada di
piombo, temendo probabilmente lo conseguenze della loro disperazione.
[316] Fu egli obbligato di ripetere 626 volte _Paulo primo de' Secutori
ec._
[317] Dione lib. LXXII p. 1221 parla della sua viltà, e del pericolo,
ch'ei corse.
[318] Unì per altro la prudenza al coraggio, e passò la maggior parte
del suo tempo in un ritiro di campagna a motivo, ci diceva, dell'età sua
avanzata, e della debol sua vista. «Io non lo vidi mai in Senato, dice
Dione, eccetto che nel corto regno di Pertinace.» Tutte le sue infermità
in un momento guarirono, e subito gli ritornarono dopo l'assassinio di
quel principe eccellente. Dione lib. LXVIII p. 1227.
[319] I Prefetti si cambiavano quasi ogni giorno, ed ogni ora; ed il
capriccio di Commodo tornò spesso fatale ai suoi più favoriti Ministri.
Stor. Aug. p. 46 51.
[320] Dione l. LXXII p. 1222. Erodiano l. 1 pag. 43. Stor. Aug. p. 52.
[321] Pertinace era figlio di un legnaiuolo, e nacque in Alba Pompeia
nel Piemonte. L'ordine dei suoi impieghi, che Capitolino ci ha
conservato, merita di essere riferito, giacchè dà un'idea dei costumi, e
del Governo di quel secolo. I. fu Centurione. II, Prefetto di una coorte
nella Siria, durante la guerra dei Parti, e nella Britannia; III.
ottenne un'_Ala_, o sia squadrone di cavalleria nella Mesia. IV. Fu
Commissario delle provvisioni sulla via Emilia; V. comandò la flotta del
Reno; VI. fu Procuratore della Dacia coll'annua paga di circa 3200
zecchini; VII. comandò i veterani di una legione; VII. ottenne il grado
di Senatore; IX. di Pretore, X. ed il comando della prima legione nella
Rezia, e nel Norico; XI. fu Console verso l'anno 175; XII. accompagnò
Marco Aurelio in Oriente; XIII. comandò un'armata sulle rive del
Danubio; XIV. fu Legato consolare della Mesia; XV. della Dacia; XVI.
della Siria; XVII. della Britannia; XVIII. ebbe la cura delle pubbliche
provvisioni a Roma; XIX. fu Proconsole in Affrica, XX. Prefetto della
città. Erodiano lib. I p. 48 rende giustizia al suo spirito
disinteressato; ma Capitolino che raccoglieva ogni rumor popolare, lo
accusa di avere ammassato una gran ricchezza, lasciandosi corrompere.
[322] Giuliano nei Cesari lo taccia d'essere stato complice della morte
di Commodo.
[323] Capitolino racconta le particolarità di questi tumultuarj decreti,
che furono proposti da un Senatore, e ripetuti con raddoppiate
acclamazioni da tutto il Corpo. Stor. Aug. p. 52.
[324] Il Senato condannò Nerone ad esser messo a morte _more majorum_.
Svetonio cap. 49.
[325] Dione l. LXXIII p. 1223 parla di questi trattamenti, come un
Senatore che aveva cenato col Principe: Capitolino Stor. Aug. p. 58 come
uno schiavo che aveva ricevute le sue notizie da qualche guattero.
[326] _Decies_ H. S. La lodevole economia di Pio lasciò ai suoi
successori un tesoro di quasi 44 milioni di zecchini. Dione l. LXXIII p.
1231.
[327] Oltre il disegno di convertire in danaro quegli inutili ornamenti,
Pertinace (secondo Dione l. LXXIII p. 1929) fu ancora guidato da due
segreti motivi. Voleva esporre al pubblico i vizj di Commodo, e
discoprire nei compratori quelli che più lo somigliavano.
[328] Benchè Capitolino abbia ripiena di mille racconti puerili la vita
privata di Pertinace, si accorda però con Dione ed Erodiano in ammirare
la pubblica condotta di lui.
[329] _Leges, rem surdam, inexorabilem esse._ Tit. Liv. II 3.
[330] Se si può dar fede a Capitolino, Falco si condusse colla più
indecente petulanza verso Pertinace il giorno del avvenimento di questo
al trono. Il savio Imperatore lo avvertì solamente della sua gioventù, e
della sua inesperienza. Stor. Aug. pag. 55.
[331] Oggi il Vescovato di Liegi. Questo soldato probabilmente era uno
delle guardie batave a cavallo, che per la maggior parte si reclutavano
nel Ducato di Gueldria, e nei contorni, ed erano rinomate per il loro
valore, e pel coraggio con che traversavano a cavallo nuotando i fiumi i
più larghi e più ripidi, Tacit. Stor. IV 12; Dione lib. LV p. 797;
Giusto Lipsio _De magnitudine Romana_ lib. I cap. 4.
[332] Dione lib. LXXIII p. 1232; Erodiano l. II p. 60. Stor. Aug. p. 58;
Vittore in Epitom. _et in Caesaribus_, Eutropio VIII 16.