II.

La suora addossata all'altare si fece il segno della croce e disse:

— Sorelle mie, questo in cui ci troviamo per ordine della nostra

reverenda madre generale è il carcere femminile detto di Santa Maria

ad Agnone. Fino ad ora la cura delle sciagurate donne che sono qua

dentro è rimasta affidata ai Gesuiti. Ma vi sono tante necessità,

tante circostanze, non so come dire, per cui in una prigione femminile

valgono meglio le donne che gli uomini. Insomma, s'è creduto necessario

di farci venire qui a regolare non dico meglio, perchè i buoni padri

Gesuiti lo hanno fatto assai bene per quindici anni, ma con affetto,

con amore di sorelle, con tutte le cure di cui hanno bisogno, queste

povere anime vissute nel peccato.

S'interruppe. Il suo sguardo percorse la bianca fila delle cornette e

vi frugò sotto, come a interrogare le pallide facce che nascondevano,

in parecchie delle quali sarebbe stato difficile leggere: erano

volti da cui nulla traspariva per gli occhi, erano pupille immote,

inespressive, abituate al riverbero della passività di anime apatiche,

depresse dalla preghiera e dalla regola.

— Ho ancora qualche cosa da dirvi — soggiunse la superiora.

E mentre la chiesuola si rischiarava tutta quanta e di fuori già

suonavano voci confuse nel vicolo ella annunziò con voce più alta e più

lenta:

— Non tutte voialtre rimarrete qui, in servizio. Vi resterò io con otto

di voi. Basteremo.

Subitamente fu picchiato forte all'uscio della chiesa. Di fuori, dal

vasto cortile ove le recluse s'adunavano ogni giorno, una rauca voce

femminile urlò:

— Monache! Ohè, monache! Ove siete?..

La superiora additò l'uscio alle compagne e ordinò:

— Aprite.

La porta s'aperse. Un fiotto di luce si riversò dal cortile nella

chiesa e ne illuminò l'ultime scranne. Tre o quattro femmine apparvero

sul limitare dell'uscio e vi si arrestarono, irresolute.

Una di esse, con le mani in cintola, protese la testa arruffata.

— Ove siete? — gridò.

S'udiva, nel silenzio, il loro ansimare: come se avessero voluto per le

prime arrivare alla porticella della chiesa quelle donne respiravano

forte. E, fra tanto, per la scala de' dormitorii altre recluse

scendevano di furia nel cortile, urlando, ridendo, schiamazzando.

— Fuori, fuori! — strillò una che sopraggiungeva — Venite fuori,

monache! Vi vogliamo vedere!

Si fece largo tra le compagne, stese le braccia e tornò a gridare, in

fondo alla chiesa:

— Fuori! Fuori!

Le fece eco un urlio assordante.

— Fuori le monache!

Il cortile s'era affollato. Cento braccia si levavano, cento bocche

continuavano a urlare. Sul pozzo coverto tre o quattro delle recluse

erano saltate in piedi, per veder meglio. E a un tratto, nella folla,

avanzando, le suore apparvero e si raccolsero in un silenzioso gruppo,

di faccia al pozzo.

La superiora balbettò:

— Figliuole...

Gli urli copersero la sua voce. E si mescolarono a quello schiamazzo

spaventevole le apostrofi più insultanti, le più feroci invettive,

delle risate scroscianti, delle frasi impure e minacciose. Intanto

la scala de' dormitorii seguitava a rifornire il cortile: ora, più

lentamente, scendevano le anziane, orribili megere, discinte, qualcuna

scalza perfino, qualcuna appoggiata a un bastone.

Vi fu un momento di silenzio. La fila delle suore si rinserrava:

strette l'una all'altra, pallide, palpitanti, gli occhi pieni

dell'orrore della scena, esse affisavano sullo spettacolo insolito

il loro sguardo esterrefatto. E s'udiva in quel silenzio un balbettio

cadenzato, quasi un canto sommesso: una idiota sedeva al sommo della

scala dei dormitorii e cullava sulle ginocchia un fantoccio di stracci

la cui testa informe aveva incappucciata in una piccola cuffia bianca.

Il fantoccio andava su e giù in grembo all'idiota ed ella, piegata su

quel sudicio fagotto, seguitava a ninnarlo:

— Oh, oh!.. Dormi, figlio... oh, oh!..

— Taci! — le gridò una che le stava più da presso — Finiscila! Tutta la

santa giornata il lamento di questa scema!

— Insomma? — fece un'altra, rivolta alla superiora — Tu non parli, eh,

mamma vecchia?

— Ve lo dico io perchè non parla — esclamò un'altra — Questa santa

donna...

Scoppiò a ridere. E mosse incontro alla suora, minacciosa.

Nella vita: novelle · 第 32 / 48 题