_Come i Fiorentini presono in capitano di guerra messer Galeotto
Malatesti._
«Fatto l’accordo che di sopra è detto, parve a’ governatori di Firenze
necessario d’avere un capitano italiano, e procacciando messer Galeotto
Malatesti, secondo si disse, per cancellare la disgrazia con la quale
s’era partito il suo nipote, infine l’ottenne, e fu eletto nostro
capitano, con assai ammirazione di molti agli scherni ricevuti dal
nipote, e venne in Firenze a dì 17 di luglio a ore ventuna per i
consigli d’astrolagi. E innanzi che scendesse da cavallo appiè della
porta del palagio de’ priori con le usate solennità prese il bastone e
l’insegne, e lui diè quella de’ feditori al conte Arrigo di Monforte,
e fecelo vece capitano; la reale diè a messer Andrea de’ Bardi, e
altre ad altri cittadini, e senza arresto uscì di Firenze, e posate
l’insegne in Verzaia tornò in Firenze, e per intendersi co’ signori
e altri uficiali dell’informazione della guerra, e soprastette alcuni
dì, perchè voleva piena balìa di potere dare a sua volontà a’ soldati
paga doppia e mese compiuto.» Alla fine essendo fuori le insegne, ed
egli stando pertinace, per lo meno male e meno vergogna di comune
la sua domanda fu messa a esecuzione, la quale i sottili venditori
non ebbono per meno che domandare giurisdizione di sangue. Avuto suo
intendimento, mosse a dì 23 del mese di giugno, accompagnato infra gli
altri da trecento cittadini ben montati e riccamente armati, i quali
spontaneamente vi cavalcavano per vendicare l’ingiurie de’ Pisani
novellamente fatte al loro comune.