CAP. XCVI.

_Come i Fiorentini presono in capitano di guerra messer Galeotto

Malatesti._

«Fatto l’accordo che di sopra è detto, parve a’ governatori di Firenze

necessario d’avere un capitano italiano, e procacciando messer Galeotto

Malatesti, secondo si disse, per cancellare la disgrazia con la quale

s’era partito il suo nipote, infine l’ottenne, e fu eletto nostro

capitano, con assai ammirazione di molti agli scherni ricevuti dal

nipote, e venne in Firenze a dì 17 di luglio a ore ventuna per i

consigli d’astrolagi. E innanzi che scendesse da cavallo appiè della

porta del palagio de’ priori con le usate solennità prese il bastone e

l’insegne, e lui diè quella de’ feditori al conte Arrigo di Monforte,

e fecelo vece capitano; la reale diè a messer Andrea de’ Bardi, e

altre ad altri cittadini, e senza arresto uscì di Firenze, e posate

l’insegne in Verzaia tornò in Firenze, e per intendersi co’ signori

e altri uficiali dell’informazione della guerra, e soprastette alcuni

dì, perchè voleva piena balìa di potere dare a sua volontà a’ soldati

paga doppia e mese compiuto.» Alla fine essendo fuori le insegne, ed

egli stando pertinace, per lo meno male e meno vergogna di comune

la sua domanda fu messa a esecuzione, la quale i sottili venditori

non ebbono per meno che domandare giurisdizione di sangue. Avuto suo

intendimento, mosse a dì 23 del mese di giugno, accompagnato infra gli

altri da trecento cittadini ben montati e riccamente armati, i quali

spontaneamente vi cavalcavano per vendicare l’ingiurie de’ Pisani

novellamente fatte al loro comune.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 205 / 217 题