_Come i Fiorentini con la forza del danaio ruppono la compagnia de’
Tedeschi e Inghilesi, e levaronla da provvisione de’ Pisani._
_Per supplire in parte a ciò che manca in questo luogo nel codice
Ricci, ecco ciò che ne fornisce l’Epitome dell’Istorie dei tre Villani
di Domenico Boninsegni, che poco addietro ho citato._
«Essendo le genti de’ Pisani a san Piero in campo, e i Fiorentini
vedendosi mancare la speranza della Compagnia della Stella, per
operazione di messer Galeazzo, e della gente della Magna, cercarono
accordo con gl’Inghilesi e’ Tedeschi ch’erano presso alla fine di loro
condotta, e i Pisani cercavano di riconducerli, pure vinsero l’opere
de’ Fiorentini, che già segretamente avevano dato ad Anichino novemila
fiorini quando erano in sul contado di Firenze, e alla sua brigata
ne donarono trentacinque migliaia, e agl’Inghilesi settantamila, e
tutti si partirono dal servigio de’ Pisani, eccetto Giovanni Aguto con
milledugento Inghilesi: e anche in segreto feciono patto con messer Ugo
della Zucca e altri Inghilesi. I patti con queste compagnie in sostanza
furono, che per cinque mesi non sarebbono contro il nostro comune, o
suoi sudditi o accomandati in alcun modo; anzi tutti n’andarono in su
quello di Siena a predare e ardere, per merito di quello feciono alla
Compagnia del cappelletto soldati nostri.»