CAP. XCV.

_Come i Fiorentini con la forza del danaio ruppono la compagnia de’

Tedeschi e Inghilesi, e levaronla da provvisione de’ Pisani._

_Per supplire in parte a ciò che manca in questo luogo nel codice

Ricci, ecco ciò che ne fornisce l’Epitome dell’Istorie dei tre Villani

di Domenico Boninsegni, che poco addietro ho citato._

«Essendo le genti de’ Pisani a san Piero in campo, e i Fiorentini

vedendosi mancare la speranza della Compagnia della Stella, per

operazione di messer Galeazzo, e della gente della Magna, cercarono

accordo con gl’Inghilesi e’ Tedeschi ch’erano presso alla fine di loro

condotta, e i Pisani cercavano di riconducerli, pure vinsero l’opere

de’ Fiorentini, che già segretamente avevano dato ad Anichino novemila

fiorini quando erano in sul contado di Firenze, e alla sua brigata

ne donarono trentacinque migliaia, e agl’Inghilesi settantamila, e

tutti si partirono dal servigio de’ Pisani, eccetto Giovanni Aguto con

milledugento Inghilesi: e anche in segreto feciono patto con messer Ugo

della Zucca e altri Inghilesi. I patti con queste compagnie in sostanza

furono, che per cinque mesi non sarebbono contro il nostro comune, o

suoi sudditi o accomandati in alcun modo; anzi tutti n’andarono in su

quello di Siena a predare e ardere, per merito di quello feciono alla

Compagnia del cappelletto soldati nostri.»

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 204 / 217 题