CAP. LXXXVI.

_Come gl’Inghilesi si partirono del Mugello e tornarsi nel piano di

Pistoia._

Gl’Inghilesi essendosi assaggiati co’ Tedeschi e co’ paesani che aveano

cominciato a mostrare loro il volto e a volere de’ loro cavalli,

sentendo che il passare per lo Mugello a san Salvi per i molti

stretti passi era loro pericoloso, e quasi impossibile, e veggendo

il luogo dove s’erano condotti, incominciarono forte a dubitare, ed

era loro di mestiere, se avessono avuto chi avesse voluto attendere

a provvedere contro a loro, come dovea e potea, e tale ne portò mala

fama, massimamente perchè loro faltava la vita e per le bestie e per

le persone, onde loro convenne fuggire alle usate malizie, onde con

sollecitudine mostrarono di volersi alloggiare a san Michele del bosco,

afforzandosi di sbarre e palancati, con mettere pure in loro boce

che riposati alquanto farebbono il cammino di che aveano minacciato a

malgrado di chi non volesse, e ciò faceano per levare le poste alle vie

ond’erano venuti quelli che v’erano tratti a guardare, mostrando d’ire

innanzi non di tornare addietro, e così avvenne, che essendo quelle vie

non guardate, la notte di san Giorgio presono loro via per la valle di

Bisenzio e tornarsi nel piano di Pistoia.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 195 / 217 题