_D’una saetta che cadde sul campanile di santa Maria Novella._
Nel detto anno a dì primo di febbraio, essendo il tempo sereno e bello,
e senza avere o da lunga o da presso alcuno segno di nuvole, tonò
smisurato più volte, e caddono in Firenze più saette, fra le quali una
ne percosse nel campanile de’ frati predicatori, e quello in più parti
sdrucì, e più segni fè per la cappella maggiore d’inarsicciati. Di ciò
è fatta menzione per la disgrazia del detto campanile spesso tocco
dalle saette, appresso per la novità del tonare sì spossatamente al
sereno nel pieno del verno.