_Di cavalcate e combattimenti di terre feciono gl’Inghilesi mentre
stettono a Figghine._
Soggiornando gl’Inghilesi a Figghine, come guerrieri senza riposo
tentarono per più riprese assai delle castella e tenute del nostro
comune che d’intorno loro erano vicine, e al castello di Tre Vigne in
due diversi giorni dierono ordinata battaglia, dove rimasono morti
alquanti di loro, e assai ne furono e dalle balestra e dalle pietre
magagnati senza acquisto niuno, lasciando le fosse piene di scale
e la terra di saettamento, e per simile modo combatterono più altre
tenute indarno. Il castelluccio de’ Benzi e la Foresta si tennono.
Vero fu che uno Andrea di Belmonte Inghilese, gentile uomo e grande
caporale nella compagnia, udita la fama della bellezza e gentilezza
di costumi di Monna Tancia donna di Guido della Foresta, di buono e
cavalleresco amore fu preso di lei, e la volle vedere, e da Guido come
da uomo d’animo gentile cortesemente fu ricevuto e onorato; seguinne,
che per l’amore di costui per tutto il tempo che stettono a Figghine
niuna novità fu fatta alla Foresta. Combatterono per tutto un giorno il
castello di Cintoia, e nol poterono avere. La notte quelli di Cintoia
per la bussa del dì tormentati, e perchè assai di loro n’erano fediti,
mandarono a Firenze a’ signori pregando per Dio li sovvenissono d’aiuto
almeno di venti fanti, perocchè attendeano d’essere il seguente dì
combattuti, e temeano della perdita; la provvisione all’usato modo fu
fredda, il perchè gl’Inghilesi il seguente dì tornarono alla battaglia.
Quelli del castello facendo loro possanza lungamente si tennono
danneggiando forte i nemici, in fine gl’Inghilesi presono il castello,
e ’l misono a sacco e l’arsono, e con la preda e’ prigioni si tornarono
a Figghine. Nel detto tempo tremila uomini di cavallo con pedoni assai
cavalcarono verso Arezzo, e poi volsono nel Casentino, dove levarono
gran preda sì di persone sì di bestiame, e senza impedimento con essa
si tornarono a Figghine.