CAP. LXVIII.

_Come i Pisani co’ loro Inghilesi presono Figghine._

Messer Manetto di messer Lomodaiesi capitano generale della gente

d’arme de’ Pisani, e messer Alberto Tedesco capitano degl’Inghilesi,

con tutte loro brigate continuando loro viaggio senza contradizione

per li stretti passi del Chianti valicarono nel Valdarno di sopra,

e nella loro prima giunta presono il borgo di Figghine a dì 16 di

settembre di detto anno, dove trovarono molta roba e prigioni assai

d’ogni maniera: è vero che la maggior parte degli uomini e donne da

bene si fuggirono nel castello, ch’era assai forte: e perchè quelli

del castello non prendessono consiglio, il seguente dì gl’Inghilesi

si strinsono ad esso, onde quelli d’entro spaventati si rendeano; e

mentre che i patti si compilavano, la cattività di quelli d’entro fu

tanta che si lasciarono torre la fortezza agl’Inghilesi; il perchè

ebbono assai prigioni da bene uomini e donne, i quali Dio sa come

furono ricevuti nelle mani degl’Inghilesi uomini crudeli e bestiali,

i quali con la miseria de’ nostri arricchirono. Preso il castello il

guastarono e afforzaronsi ne’ borghi, dove stettono per alquanto di

tempo. La presura di Figghine assai diè di pensiero e di maninconia

a’ governatori del nostro comune, tutto che i cittadini ch’aveano

i palagi e abituro d’intorno e appresso la città paressono contenti

che la guerra si facesse da lungo, ma poco loro valse, come appresso

diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 177 / 217 题