_Come i Pisani co’ loro Inghilesi presono Figghine._
Messer Manetto di messer Lomodaiesi capitano generale della gente
d’arme de’ Pisani, e messer Alberto Tedesco capitano degl’Inghilesi,
con tutte loro brigate continuando loro viaggio senza contradizione
per li stretti passi del Chianti valicarono nel Valdarno di sopra,
e nella loro prima giunta presono il borgo di Figghine a dì 16 di
settembre di detto anno, dove trovarono molta roba e prigioni assai
d’ogni maniera: è vero che la maggior parte degli uomini e donne da
bene si fuggirono nel castello, ch’era assai forte: e perchè quelli
del castello non prendessono consiglio, il seguente dì gl’Inghilesi
si strinsono ad esso, onde quelli d’entro spaventati si rendeano; e
mentre che i patti si compilavano, la cattività di quelli d’entro fu
tanta che si lasciarono torre la fortezza agl’Inghilesi; il perchè
ebbono assai prigioni da bene uomini e donne, i quali Dio sa come
furono ricevuti nelle mani degl’Inghilesi uomini crudeli e bestiali,
i quali con la miseria de’ nostri arricchirono. Preso il castello il
guastarono e afforzaronsi ne’ borghi, dove stettono per alquanto di
tempo. La presura di Figghine assai diè di pensiero e di maninconia
a’ governatori del nostro comune, tutto che i cittadini ch’aveano
i palagi e abituro d’intorno e appresso la città paressono contenti
che la guerra si facesse da lungo, ma poco loro valse, come appresso
diviseremo.