CAP. LXVI.

_Come i Perugini, per tema che la compagnia degl’Inghilesi non

soccorressono i loro rubelli assediati in Montecontigiano, condussono

la Compagnia del cappelletto._

Nel detto anno del mese di novembre, i Perugini, i quali aveano

condotta la Compagnia del cappelletto per venti dì, temendo che

gl’Inghilesi non soccorressono i loro usciti i quali erano assediati

in Montecontigiano, rafforzarono l’assedio, e in pochi giorni appresso

ebbono il castello. Il modo fu nuovo, che i detti usciti con i fanti

masnadieri che aveano seco feciono vista d’essere fuggiti, e tutti si

nascosono per le case, di che quelli dell’oste maravigliandosi, non

veggendo alle poste le guardie, mandarono alquanti infino alle porti,

e guatando per gli spiragli non viddono per la terra persona, di che

tornati al campo e detto il fatto, il campo a romore si mosse colle

scale a ire a prendere la terra: li usciti ch’erano pro’ come leoni,

insieme co’ loro fanti masnadieri lasciarono salire i loro nemici

in sulle mura, e quando li vidono in sulle mura uscirono delle case

francamente, e con raffi a ciò ordinati tirarono delle mura a terra

assai conestabili e valenti uomini che v’erano montati, e montarono in

sulle mura essi, e per forza ne levarono coloro che su v’erano saliti

con aspra e fiera battaglia, di che i Perugini si tornarono al campo.

Infra quelli che rimasono presi fu un cavaliere tedesco, che lungo

tempo era stato al soldo de’ Perugini, e fatto gli era grande onore;

costui andando un dì a sollazzo per lo castello con certi caporali

masnadieri, e’ fu da loro dimandato, che aveano di loro diliberato

i Perugini; il sagace cavaliere rispose, di mai non partirsi finchè

arebbono il castello, e d’impiccarli tutti; ma che s’elli voleano

campare, che poteano, dando loro gli usciti a’ Perugini, di che i fanti

per paura a ciò s’accordarono; e il seguente dì cominciarono questioni

con gli usciti, domandandoli se di niuno luogo aspettavano soccorso,

i quali risposono di niuno, onde i masnadieri loro dissono che

piglierebbono partito per sè, ed ebbono tra loro oltraggiose parole;

veggendo ciò messer Alessandro de’ Vocioli con sette de’ migliori

ch’erano con lui deliberarono di ricorrere alla misericordia, e con li

capestri in gola uscirono del castello e andarono al campo gridando

misericordia, e’ furono ricevuti: i signori di Perugia per fuggire

le preghiere mandarono quattro camarlinghi a Montecontigiano, i quali

il detto messer Alessandro con altri sedici cittadini di Perugia suoi

compagni e di buone famiglie quivi feciono decapitare.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 175 / 217 题