_Come i Perugini, per tema che la compagnia degl’Inghilesi non
soccorressono i loro rubelli assediati in Montecontigiano, condussono
la Compagnia del cappelletto._
Nel detto anno del mese di novembre, i Perugini, i quali aveano
condotta la Compagnia del cappelletto per venti dì, temendo che
gl’Inghilesi non soccorressono i loro usciti i quali erano assediati
in Montecontigiano, rafforzarono l’assedio, e in pochi giorni appresso
ebbono il castello. Il modo fu nuovo, che i detti usciti con i fanti
masnadieri che aveano seco feciono vista d’essere fuggiti, e tutti si
nascosono per le case, di che quelli dell’oste maravigliandosi, non
veggendo alle poste le guardie, mandarono alquanti infino alle porti,
e guatando per gli spiragli non viddono per la terra persona, di che
tornati al campo e detto il fatto, il campo a romore si mosse colle
scale a ire a prendere la terra: li usciti ch’erano pro’ come leoni,
insieme co’ loro fanti masnadieri lasciarono salire i loro nemici
in sulle mura, e quando li vidono in sulle mura uscirono delle case
francamente, e con raffi a ciò ordinati tirarono delle mura a terra
assai conestabili e valenti uomini che v’erano montati, e montarono in
sulle mura essi, e per forza ne levarono coloro che su v’erano saliti
con aspra e fiera battaglia, di che i Perugini si tornarono al campo.
Infra quelli che rimasono presi fu un cavaliere tedesco, che lungo
tempo era stato al soldo de’ Perugini, e fatto gli era grande onore;
costui andando un dì a sollazzo per lo castello con certi caporali
masnadieri, e’ fu da loro dimandato, che aveano di loro diliberato
i Perugini; il sagace cavaliere rispose, di mai non partirsi finchè
arebbono il castello, e d’impiccarli tutti; ma che s’elli voleano
campare, che poteano, dando loro gli usciti a’ Perugini, di che i fanti
per paura a ciò s’accordarono; e il seguente dì cominciarono questioni
con gli usciti, domandandoli se di niuno luogo aspettavano soccorso,
i quali risposono di niuno, onde i masnadieri loro dissono che
piglierebbono partito per sè, ed ebbono tra loro oltraggiose parole;
veggendo ciò messer Alessandro de’ Vocioli con sette de’ migliori
ch’erano con lui deliberarono di ricorrere alla misericordia, e con li
capestri in gola uscirono del castello e andarono al campo gridando
misericordia, e’ furono ricevuti: i signori di Perugia per fuggire
le preghiere mandarono quattro camarlinghi a Montecontigiano, i quali
il detto messer Alessandro con altri sedici cittadini di Perugia suoi
compagni e di buone famiglie quivi feciono decapitare.