_Come si fermò pace dalla Chiesa a messer Bernabò._
Del detto anno del mese d’aprile si fermò la pace tra papa Urbano
quinto (che tanto vogliosamente, e tanto aspramente e vituperosamente
avea fulminate le sentenze contro a messer Bernabò) e il detto
messer Bernabò, per la Chiesa di Roma assai vituperevole, e onesta:
vituperevole, perchè si ricomperò dal tiranno ancora scomunicato, e
perchè a petizione del tiranno divise la legazione, dando Bologna e
Romagna in sua legazione all’abate di Clugnì, e togliendo a colui che
con tanto onore di santa Chiesa l’avea acquistata: onesta, perchè egli
come padre spirituale dee amare la pace e riconciliazione, e aprire
le braccia a chi vuole tornare alla misericordia, verificando in buona
parte il detto del poeta che dice: O tu che sol per cancellare scrivi:
nè per essa pace si ruppe a’ collegati promessa, e in loro potestà
rimase l’accettare. Poi appresso messer Bernabò rendè a santa Chiesa
Castelfranco, Pimaccio e Crevalcuore che tenea in sul Bolognese, e
ciò fatto i collegati con santa Chiesa accettarono la pace. L’abate
passò per Milano, e più giorni vi stette, dove fu alla reale in tutto
onorato, quindi ne venne a Bologna, ove col caroccio con molto onore e
festa fu ricevuto.