CAP. LX.

_Dell’ammirabile passaggio de’ grilli._

Il dì primo di luglio, un vento schiavo temperato per dieci ore

continove del dì nelle parti di Pesaro, Fano e Ancona condusse

incredibile moltitudine di grilli, quasi come in passaggio per l’aire,

tanto stretti che ’l sole non rendea la luce se non come per una nuvola

non troppo serrata, e trovossi per quelli che la notte sopraggiunse che

molti l’uno portava l’altro. Dove presono albergo, cavoli, lattughe,

bietole, lappoloni, e ogni erba da camangiare la mattina si trovarono

tutte colle costole e’ nerbolini tutti bianchi, che a vedere era

cosa nuova. Perchè per lo freddo della notte non si poteano levare,

i fanciulli ne portavano le cannuccie coperte dal capo a piè, tanto

stretto l’uno sotto l’altro che non vi si sarebbe messo la punta

dell’ago. I grilli erano di lunghezza d’un dito colle gambe lunghe e

rosse, e l’alie grandi, col dosso ombreggiava in verde chiaro. Molti o

la maggior parte annegarono in mare, che ’l fiotto gittò alla marina,

i quali ammassati gittarono orribile puzzo, e trovossi che i pesci non

presono cibo di loro, e gli uccelli e gli altri animali insino alle

galline se ne guardarono.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 168 / 217 题