_Come i Pisani condussono la Compagnia bianca degl’Inghilesi._
Come narrato avemo nell’addietro, la Compagnia bianca degl’Inghilesi
sotto il capitanato di messer Alberto Tedesco, in numero di
tremilacinquecento uomini da cavallo e duemila a piè, erano al servigio
del marchese di Monferrato contro a messer Galeazzo Visconti, il quale
più tenere non li potea, e messer Galeazzo volentieri la si levava da
dosso, e i Pisani che si vedeano nel fondo, e venire al disotto della
guerra, loro ambasciadore aveano a messer Galeazzo, come a singolare
amico e protettore, e per aiuto e soccorso contro alla forza de’
Fiorentini, e risposto avea che fare non potea servando sua fede contro
i Fiorentini, ma che se voleano conducere la compagnia degl’Inghilesi,
la quale di corto finia sua ferma, ed era per prendere viaggio, che
loro ne sarebbe buono, e li dicea il cuore di poterlo fare: a questo
gli ambasciadori ch’aveano il mandato larghissimo assentirono. I
Fiorentini essendo di ciò avvisati, lentamente cercarono per uno
Giovanni Buglietti Fiorentino, lungo tempo stato in Inghilterra, e
guida della detta compagnia in Italia, la condotta di detti Inghilesi,
e per l’amistà e usanza de’ Fiorentini che stavano e praticavano
nell’isola d’Inghilterra, gl’Inghilesi si vollono alloggiare co’
Fiorentini per diecimila fiorini meno che non feciono co’ Pisani, e più
tempo tennono sospesa la condotta de’ Pisani, aspettando conducersi co’
Fiorentini; nella quale sospensione, essendo messer Piero da Farnese in
Firenze, per i governatori de nostro comune li fu sopra questa materia
chiesto consiglio, il quale rispose: Io non credo che per altrettanta
di gente Cesare la vedesse migliore, nata e allevata in guerra,
argomentosa in maestria di guerra, e senza niuna paura; affermando
senza dubbio, che chi li avesse e li potesse sostenere non lungo tempo
senza fallo sarebbe il superiore della guerra. Ciò udito nel processo
della condotta, quanto l’animo de’ collegi e degli altri governatori
della città inclinassono a prenderli, il gonfaloniere della giustizia
s’oppose, con dire, e chi pagherà? e fu l’autorità sua tanta, e di chi
lo seguì dell’ordine suo, che sturbò la condotta. I Pisani savi e non
lenti di presente la condussono in forma di compagnia per quattro mesi,
a ragione di fiorini diecimila il mese di soldo.