_Come messer Piero da Farnese credette torre Lucca a’ Pisani._
Poichè messer Piero da Farnese capitano de’ Fiorentini ebbe
l’informazione dell’intenzione del comune, e dello stato della guerra,
si partì di Firenze, e andò in Valdinievole dov’era il forte della
gente dell’arme de’ Fiorentini, e da essa ricevuto fu a grande onore
per le sue virtù conforme a gente d’arme, e di presente si dispose
all’asercizio dell’arme: e avendo rispetto alla natura de’ Pisani
sottratta e vaghi di trattati, per contrappesare a’ loro ingegni,
e tenerli in paura, cercò trattato in Lucca, e quello menando
sollecitamente, e con sollecitudine avendo la ferma la notte de’
12 d’aprile, con duemila barbute e con cinquemila fanti si mosse da
Fucecchio, e cavalcò sotto il Ceruglio dal Colle delle donne, e all’ora
data giunse alle porte di Lucca. I Pisani, o che avessono presentito
il fatto, o che per la buona guardia sentissono il romore della gente
e de’ cavalli, erano pronti alla difesa, e aveano corsa la terra, e
presi quarantadue cittadini e certi forestieri. Messer Piero sentendo
scoperto il trattato, e la terra ben guarnita alla difesa, senza fare
arsione o preda in sul Lucchese, che liberamente far lo potea, il
giorno medesimo per la diritta via si tornò a Pescia. I Pisani assai
de’ presi decapitarono, e assai degli altri mandarono a’ confini,
stando con più sollecitudine alla guardia di quella, e dell’altre loro
terre, e non di manco aveano l’assedio a Barga, alla terra di Gello, e
a Castelvecchio, dove il capitano cavalcò, e fornillo per quattro mesi.