CAP. XLVI.

_Come messer Piero da Farnese credette torre Lucca a’ Pisani._

Poichè messer Piero da Farnese capitano de’ Fiorentini ebbe

l’informazione dell’intenzione del comune, e dello stato della guerra,

si partì di Firenze, e andò in Valdinievole dov’era il forte della

gente dell’arme de’ Fiorentini, e da essa ricevuto fu a grande onore

per le sue virtù conforme a gente d’arme, e di presente si dispose

all’asercizio dell’arme: e avendo rispetto alla natura de’ Pisani

sottratta e vaghi di trattati, per contrappesare a’ loro ingegni,

e tenerli in paura, cercò trattato in Lucca, e quello menando

sollecitamente, e con sollecitudine avendo la ferma la notte de’

12 d’aprile, con duemila barbute e con cinquemila fanti si mosse da

Fucecchio, e cavalcò sotto il Ceruglio dal Colle delle donne, e all’ora

data giunse alle porte di Lucca. I Pisani, o che avessono presentito

il fatto, o che per la buona guardia sentissono il romore della gente

e de’ cavalli, erano pronti alla difesa, e aveano corsa la terra, e

presi quarantadue cittadini e certi forestieri. Messer Piero sentendo

scoperto il trattato, e la terra ben guarnita alla difesa, senza fare

arsione o preda in sul Lucchese, che liberamente far lo potea, il

giorno medesimo per la diritta via si tornò a Pescia. I Pisani assai

de’ presi decapitarono, e assai degli altri mandarono a’ confini,

stando con più sollecitudine alla guardia di quella, e dell’altre loro

terre, e non di manco aveano l’assedio a Barga, alla terra di Gello, e

a Castelvecchio, dove il capitano cavalcò, e fornillo per quattro mesi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 154 / 217 题