CAP. XLV.

_Come i Pisani vollono torre Barga._

Partito all’entrante di marzo 1362 messer Ridolfo da Camerino, venne

in Firenze per capitano di guerra in suo luogo messer Piero da Farnese

senza pompa, se non quanto a uso militare si richiede, e veduto e

ricevuto fu con buono volto. I Pisani con sollecitudine seguendo

giusta loro possa ogni atto di guerra, sentendo che messer Ridolfo

avea fornito per tutto il mese di febbraio suo capitanato, e tutto che

avesse francamente e come valente uomo lealmente esercitato suo uficio,

con poco onore s’era partito, e mal contento, e con fama di poco leale

cavaliere, e che messer Piero da Farnese uomo coraggioso e per lunga

esperienza grande maestro di guerra era giunto in Firenze, immaginando

che innanzi che messer Piero fosse informato della intenzione del

comune, e innanzi che fosse in atto da poterli offendere che poteano

usare il tempo della guerra a loro vantaggio. E pertanto domenica

d’ulivo, dì 27 di marzo 1363, fatto tutto il loro sforzo con mille

cavalieri e quattromila pedoni nel pieno della notte con molto ordine,

con scale e altri ingegni s’accostarono a Barga senza niuno sentore de’

terrazzani, tanto fu netto e presto l’assalto, e presono gran parte

delle mura, e lo spedale che è accostato ad esse, e già aveano rotte

parte delle mura allato allo spedale per mettere dentro i cavalieri. I

terrazzani svegliati al rompere del muro, non inviliti per l’improvviso

assalto, presono l’arme, e per lo naturale odio tra loro e’ Pisani, per

non venire alle loro mani, e gli uomini e le femmine raddoppiarono le

forze, e francamente cominciarono la battaglia; ma tanti erano i nemici

ch’erano montati sullo spedale e in sulle mura vicine allo spedale,

che cacciare non li ne poteano, ma come uomini per lunga esperienza di

guerra dotti, con presto e buono avviso affocarono di sotto lo spedale,

onde fu necessità a’ nemici, tra per lo gran fumo, e per la vampa della

paglia de’ letti dello spedale la quale subito aspettavano, abbandonare

il muro, per il quale aveano la salita dello spedale, e lo spedale

ancora. Di loro alquanti ne rimasono morti, molti ne furono fediti. I

Pisani levati dal pensiero d’avere la terra per quella via si misono a

porvi l’assedio, e puosonvi tre battifolli forti e bene apparecchiati

a offesa e a difesa, pensando d’averla per lunghezza d’assedio, perchè

molto era lontana dal soccorso de’ Fiorentini, il quale convenia che

passasse per lo distretto loro. Sentissi che con tanta sollecitudine

presa aveano questa per cambiarla con Peccioli, la quale teneano i

Fiorentini in sulle ciglia di Pisa.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 153 / 217 题