_Come messer Bernabò mandò a papa Urbano a proseguire la pace._
Come messer Bernabò sentì la coronazione di papa Urbano quinto creò
solenne e onorevole ambasciata, e mandogliele, i quali fatto la
debita reverenza, e rallegratisi in persona di loro signore di sua
coronazione, appresso gli esposono come messer Bernabò con reverenza
domandava di volere seguire l’accordo già cercato tra la santa Chiesa
e lui; il papa con grave aspetto avendo ricevuti gli ambasciadori, con
quello medesimo rispose, che quando il signore loro avesse renduto
a santa Chiesa le terre sue, le quali contra ogni giustizia tiene
occupate, e volesse delle sue perverse operazioni tornare a penitenza
e a obbedienza della Chiesa di Dio, come fedele cristiano che lo
riceverebbe. Allora gli ambasciadori ricorsono al re di Francia che del
detto mese di novembre era in Avignone, perchè si facesse trattatore
e mezzano, il quale dal papa ebbe simigliante risposta, e di corte si
partì mal contento; e per questo e per altre cagioni gli ambasciadori
di messer Bernabò lo seguirono, pregandolo ritornasse in corte, e
niente ne volle fare. Partito il re, indi a picciolo tempo il santo
padre fermò gravissimi processi contro a messer Bernabò d’eresia e
scisma, i quali si pubblicarono in Firenze domenica a dì 29 di gennaio
1362, ne’ quali erano molti articoli d’eresia, e intra gli altri, che
egli tenea d’essere Iddio in terra, massimamente nel distretto suo,
e assegnolli termine a irsi ad escusare per tutto il mese di febbraio
1362.