CAP. XXVII.

_Come al re Pietro di Castella morì un figliuolo che avea._

La novità del fatto ne dà materia di mettere in nota quello che passare

con silenzio, essendo stato il caso in altrui, non era da ripigliare.

Del mese d’aprile passato, Pietro re di Castella avendo un figliuolo

di dama Maria sua femmina d’età di tre anni e mezzo, volle dare a

intendere, e fare credere al suo reame, che fosse legittimo e naturale,

e pubblicamente osò dire, che la detta dama Maria era sua legittima

sposa; e per affermare a’ sudditi suoi quello dicea, volle e ordinò

che tutti quelli che aveano a fare omaggio alla corona a certo giorno

dato giurassono fedeltà nelle mani del fanciullo, e così feciono tutti

i suoi baroni, chi per amore e chi per paura, e per reverenza d’omaggio

tutti li baciarono la mano, e il simile feciono i sindachi di tutte le

comunanze del suo reame. Nel detto anno del mese d’ottobre il fanciullo

morì, di che il re duolo ne prese a dismisura, e vestissene a nero con

tutti i suoi baroni. Dimostrò che a Dio sovente non piace quello che

piace all’uomo, massimamente le burbanze.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 135 / 217 题