_Come e perchè i Romani si dierono al papa._
In quel tempo lo stato di Roma e reggimento era tornato nelle mani
del popolo minuto, del quale si facea capo, ed era il maggiore e
quasi signore un Lello Pocadota, ovvero Bonadota calzolaio, il quale
col favore del detto popolo avea cacciati di Roma i principi, e’
gentili uomini, e’ cavallerotti, ed essi di fuori accoglieano gente,
e misono in grida che aveano al loro soldo condotta la compagnia del
Cappelletto, la quale allora era in Campagna, di che per questa tema
i governatori di Roma feciono seicento uomini a cavallo di soldo tra
Tedeschi e Ungheri, e altrettanti de’ loro cittadini, e numerato il
popolo romano a piè si trovarono essere ventidue migliaia d’uomini
armati, e per temenza la notte faceano guardare le porte. Occorse
in questi giorni, o per sagacità che fosse, o per errore de’ gentili
uomini, che avendo i Romani mandato loro potestà a Velletri, fama uscì
fuori che quelli di Velletri l’aveano morto, onde i rettori di Roma
diffidati di loro stato accolsono consiglio, e coll’autorità d’esso
dierono al papa il governo della città liberamente come a signore: ben
vollono per patto che messer Guido cardinale di Spagna non vi potesse
avere alcuno ufizio o giurisdizione. Tu che leggi ed hai letto le alte
maravigliose cose che feciono i buoni Romani antichi, e tocchi queste
in comparazione, non ti fia senza stupore d’animo.