_Come per sospetto in Siena a due dell’ordine de’ nove fu tagliata la
testa._
In questo tempo e mese di giugno, Giovanni d’Angiolino Bottoni della
casa de’ Salimbeni con altri gentili uomini di Siena, e con certi
dell’ordine de’ nove, il quale era posto a sedere, tennono trattato
di dovere rimettere l’ordine de’ nove nello stato. Il popolo avendo di
ciò odore, e pertanto in sospetto, corse all’arme, e nel furore furono
presi un Tavernozzo d’Ugo de’ Cirighi, e uno Niccolò di Mignanello,
ch’erano stati dell’ordine de’ nove, e furono decapitati. Il capitano
della guardia, ch’era de’ Pigli di Modena, fece tagliare il capo a un
frate e a certi altri: e furono posti in bando per traditori Giovanni
d’Agnolino Bottoni, e messer Giovanni di messer Francesco Malavolti,
e Andrea di Pietro di messer Spinello Piccoluomini, e Cinque di messer
Arrigo Saracini, e Francesco di messer Branca Accherigi dell’ordine de’
nove. Poi a dì 3 di novembre il detto Giovanni co’ sopraddetti furono
ribanditi, e riposti nel primo stato e onore.