CAP. IV.

_Della prospera fortuna de’ collegati lombardi._

E’ ne piace di fare un fascio di molte avvolture di santa Chiesa co’

suoi collegati lombardi, mescolando i tempi passati con quei di dietro,

per non occupare troppi fogli con cose che non sieno rilevate. Del

passato mese di maggio quelli della lega dopo la presura di Castelnuovo

hanno tolto a’ nemici la terra di Salaro sita sopra il Po di Pavia,

e la terra di Ligaria di qua dal Po, la quale è posta a otto miglia

presso a Tortona, e più altre castella e ville del tenitorio di Pavia,

e di giugno il castello d’Erbitra, il quale era del Saliratuo de’

Buiardi d’Elbiera, il quale per piacere a messer Bernabò, ritenendo il

cassero a sè, gli avea prestata la terra per i bisogni di sua guerra:

e il tiranno non osservata sua fede v’avea per sè fatta fare altra

fortezza. Elbiera è vicina a Modena a otto miglia, ond’era camera a

messer Bernabò d’onde forniva tutte le sue bisogne nella guerra co’

Bolognesi; il Saliratuo come fidato al tiranno praticava nel cassero

ch’egli avea fatto, onde preso suo tempo, morte le guardie prese il

cassero, e di presente con modi diede la terra al marchese di Ferrara.

Appresso quelli della lega puosono l’oste a Brescia, e messer Bernabò

che dentro v’era se ne fuggì. Qui lecito mi sia gridare e dire, che Dio

confonde e avvilisce le arroganti parole che detto avea il tiranno che

gastigherebbe i Lombardi venuti in lega come putti, ed eglino hanno

gastigato lui. Giugnamo alle predette fortune, che essendo grande

quantità d’Inghilesi infino a Basignano avvenne, che la gente di messer

Galeazzo ch’era alla guardia del castello volendo fare del gagliardo si

fè loro incontro, e di presente fu rotta, e alquanti ne furono morti,

tutti gli altri rimasono prigioni. Sopra le dette baratte di guerra i

collegati presono Gheda in sul Bresciano a dì 20 di luglio, terra che

fa oltre a ottomila uomini: e quelli che teneano Basignano in sul Po

per messer Bernabò, e per guardarla aveano spesi molti danari, e da lui

altro che minacce non poteano ritrarre, la ribellarono, e la dierono

a’ collegati, ricevuti da loro circa a diecimila fiorini d’oro, che

aveano spesi in guardarla. Oltre alle predette cose i collegati hanno

corso il Novarese e assediata Novara. Volgendo un poco il mantello a

uso di guerra, avendo i collegati preso il castello del ponte a Vico

in su l’Oglio, quelli della rocca si patteggiarono d’arrendersi se

fra certi giorni non fossono soccorsi; i collegati aveano nel castello

messe ventotto bandiere di cavalieri e soldati a piè assai, i quali non

pensando che soccorso potesse venire stavano sciolti e con poco ordine;

il castellano intendente compreso loro cattivo reggimento lo significò

a messer Bernabò, il quale di notte con gran quantità di gente, e la

mattina davanti il fare del giorno messo in ordine, per gli alberghi

e per le case tutta la detta gente prese; e così va di guerra. Più

la pestilenza dell’anguinaia avendo aspramente assalito la città di

Brescia, e l’oste de’ collegati ch’era di fuori, li strinse a partire,

e si tornarono a Verona, e quindi ciascuno alla terra sua.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 112 / 217 题