CAP. CII.

_Come quelli della valle di Caprese furono traditi dagli Aretini._

Del mese di maggio, quelli della valle di Caprese con l’aiuto di

loro vicini e amici tanto seppeno adoperare, che presono la Rocca

cinghiata la quale era de’ Tarlati, e teneano questa e la rocca del

Caprese, e con gli Aretini s’erano accordati di torre da loro potestà,

e di dare loro ogn’anno certo censo riconoscendoli per maggiori,

e doveano i nemici degli Aretini avere per nemici, e gli amici per

amici, e li Aretini li doveano in loro stato conservare e difendere.

Stando così gli Aretini infintamente feciono l’oste bandire sopra un

castello di quelli da Pietramala, e richiesono quelli della valle

di Caprese d’aiuto, i quali liberamente di buona voglia elessono

di loro fanti dugento più eletti e pregiati, e uscito il podestà

d’Arezzo coll’oste quelli della valle Caprese s’aggiunsono con lui,

ed egli vedendosi costoro tra le mani ne presono centoventi, gli

altri fuggendo camparono. Presi gli amici gli amici per questa via,

e mandati ad Arezzo, la gente degli Aretini col podestà entrò nella

valle di Caprese, e menarono a tondo guastando e consumando ciò ch’era

in quella; rifuggiti i paesani alla rocca, la quale era da guatarla e

lasciarla stare. Gli Aretini avendo i prigioni domandavano la rocca;

i Caprigiani con franchi animi si dispuosono di volere innanzi morire,

e di vedere i loro prigioni morire, che volessono le rocche dare agli

Aretini, e di presente mandarono sindaco con pieno mandato per darsi

al comune di Firenze, il quale stette sopra quindici dì in Firenze per

ciò fare: gli Aretini con loro ambasciadori storpiarono che il comune

non fece l’impresa, dicendo che le rocche erano in punto che contra

loro non si poteano tenere, e che il loro comune era amico e fedele del

comune di Firenze, e che avendo essi le rocche l’aveano i Fiorentini, e

in breve tanto seppono dire e operare con gli amici loro, che ’l comune

non li tolse, il perchè di poi si dierono a’ Perugini, e da loro si

trovarono ingannati, come appresso a suo tempo diviseremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 106 / 217 题