_Come per vendicare sua onta il re di Spagna andò sopra il re di
Granata._
Del mese di febbraio del detto anno, il re di Castella sdegnato e
infellonito contro al re Vermiglio, e contro ai suoi Mori, in furore
dell’animo suo uscì di Sibilia a dì 20 del mese, avendo prima fatto
comandamento di cuore e d’avere che catuno che potesse portare arme
il dovesse seguire in sul terreno di Granata, e subito vi si trovò
con diecimila cavalieri e trentamila pedoni in arme da combattere, e
oltre a duemila carrette con vittuaglia e dificii da combattere le
terre: e combattendo le castella, per infino a dì 22 d’aprile 1362
prese dieci forti castella piene e ubertuose, e molte altre ville di
minore fortezza, e gli uomini tutti fece servi e schiavi, e quelli
si difendevano erano morti, e quelli si rendevano salvi: per questo
avvedendosi i Mori di Malica e di Saletta che lo re di Castella era
per divenire loro signore, per non essere sottoposti a’ cristiani
deliberarono di rimettere Maometto, ch’era con il re di Castella, in
re di Granata, e incontanente lo misono in Malica, e poco appresso in
Granata, e lo re di Spagna contento di questo, avendo fornite le terre
prese, e ritenendole in sua guardia, si partì di Granata, e tornossi in
Sibilia.