_Come messer Bernabò si credette avere Reggio per trattato._
Messer Bernabò mostrandosi poco contento della pace promessa a santa
Chiesa, e usando parole contro il fratello messer Galeazzo, dicendo,
che egli avea fatto più che da lui non avea avuto in mandato intorno
alla pace, dando intendimento di volere fare maggior guerra a Bologna,
accolse molta cavalleria di sua gente, e in persona con essa ne venne
a Parma del mese di febbraio del detto anno, avvisandosi per tutto che
dovesse andare sopra Bologna, ed egli avea trattato d’avere Reggio,
ed entrarono dentro nella città circa a cinquemila masnadieri. Messer
Feltrino avvedendosi della baratta, avendo grande ardire e gente poca,
si fedì francamente fra loro; i masnadieri inviliti per tema di maggior
forza vedendo l’ardire pensarono a campare, e molti ve ne furono morti
e presi: sentitosi la novella, messer Bernabò si ritornò addietro.
Appreso messer Bernabò che ’l verno era già passato, e che il tempo
atto alla guerra ne venia, e che la mortalità era a lui riuscita con
grande acquisto per quelli che morti erano senza eredi, i beni de’
quali erano incorporati alla camera del comune la quale era sua, e
sentendo che la Chiesa era in poco podere di gente d’arme, e Bologna
mal fornita, cominciò a domandare cose che mai non erano state, non
che addomandate, ma nè pensate, e perciò mandò a corte di Roma suoi
ambasciadori per terminare le dette domande; e infra l’altre arroganti
domande fece chiedere che voleva il figliuolo arcivescovo di Milano, e
volea che per decreto e rescritto papale l’elezione dell’arcivescovo
fosse di elezione della casa de’ Visconti di Milano, e voleva il
vicariato dell’imperadore, ed essere da lui restituito in tutte le
sue dignitadi, e che lecito li fosse potere guerreggiare ogni terra
e signore, fuori le terre della Chiesa, con patto che la Chiesa non
se ne travagliasse, e non desse a quelle le quali egli guerreggiasse
nè favore nè aiuto in alcuno modo, mettendo per sospetti i signori e
comuni nominati per la guardia di Bologna, tanto ch’egli fosse pagato,
e volea che la città di Bologna si guardasse per i Pisani; e domandando
queste, e altre cose sconce e villane, al continovo non cessava
di crescere la gente dell’arme sopra la città, e di guerreggiarla
scorrendo tutto giorno fino alle porte. La Chiesa i patti che domandava
con suo onore accettare non potea, e non si potea difendere dalla forza
del tiranno nè dalla superbia sua, ricorse a Dio con singolare orazione
comandata per tutta la cristianità, e la misericordia sua tosto vi
provvedè di salutevole consiglio, come seguendo nostra leggenda trovare
si potrà.