_Come in questi giorni in Pisa ebbe gelosia di loro stato, e della
difensione che saviamente ne presono._
In questi medesimi dì all’entrata d’ottobre, essendo Piero Gambacorti
in Firenze, rotti i confini i quali avea a Vinegia, alquanti artefici
e certi mercatanti pisani, che per lo partimento che i Fiorentini
aveano fatto di Pisa e per loro cagioni, anzi quasi tutti i mercatanti
forestieri che trafficavano co’ Fiorentini, e i reggenti che n’erano
stati cagione udivano e sentivano costoro e molti altri di ciò
rammaricare, dicendo, come al tempo de’ Gambacorti godeano la pace co’
Fiorentini, e’ guadagni del porto, e delle mercatanzie e dell’arti,
e che loro era faltato e il procaccio e ’l guadagno; o che questa
fosse la cagione, o che di loro sentissono alcuno trattato con Piero
Gambacorti, ventidue ne presono, e a quattro de’ mercatanti feciono
tagliare la testa; li altri si riserbarono in prigione, e a molti
diedono i confini.