CAP. LXXVI.

_Come in questi giorni in Pisa ebbe gelosia di loro stato, e della

difensione che saviamente ne presono._

In questi medesimi dì all’entrata d’ottobre, essendo Piero Gambacorti

in Firenze, rotti i confini i quali avea a Vinegia, alquanti artefici

e certi mercatanti pisani, che per lo partimento che i Fiorentini

aveano fatto di Pisa e per loro cagioni, anzi quasi tutti i mercatanti

forestieri che trafficavano co’ Fiorentini, e i reggenti che n’erano

stati cagione udivano e sentivano costoro e molti altri di ciò

rammaricare, dicendo, come al tempo de’ Gambacorti godeano la pace co’

Fiorentini, e’ guadagni del porto, e delle mercatanzie e dell’arti,

e che loro era faltato e il procaccio e ’l guadagno; o che questa

fosse la cagione, o che di loro sentissono alcuno trattato con Piero

Gambacorti, ventidue ne presono, e a quattro de’ mercatanti feciono

tagliare la testa; li altri si riserbarono in prigione, e a molti

diedono i confini.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 80 / 217 题