_Dell’armata del re di Cipro, e il conquisto di Setalia e del
Candeloro._
Dando alcuna parte agli avvenimenti d’oltremare, lo re di Cipro avendo
fatta sua armata, e non sapendo dove si dovesse andare, a dì 24 di
luglio 1361 con ventiquattro galee armate, con l’aiuto di tre galee
dello Spedale armate di franchi e valorosi frieri, e con altri legni
e armati e di carico in numero di cento vele si partì di Cipro, e del
mese seguente d’agosto percosse sopra la città di Setalia, la quale
era d’un signore di Turchi di gran possanza, e avendo sua gente posta
in terra, e combattendo la terra, che avea tre procinti di mura, de’
quali nel primo stavano mercatanti e Giudei, nel secondo i saracini, e
nel terzo i Turchi ch’erano signori della terra, ed essendo tutta gente
sprovveduta e poco atta alla difesa, il perchè i cristiani entrarono
dentro per forza, onde il signore che v’era con poca gente se n’uscì,
e la terra fu presa. Ma poco stante il Turco tornò con più di tremila
Turchi tra a cavallo e a piè, e senza dubbio arebbe ripresa la terra,
se non fosse la provveduta guardia che feciono li frieri, i quali
sapendo loro costumi del continovo stavano apparecchiati: e ciò venne a
gran bisogno, perocchè ritennono l’empito e subito assalto de’ Turchi,
tanto che l’altra gente s’armò, e venne alla difesa. I Turchi veggendo
che loro impresa venia stolta, con loro vergogna e dannaggio si
partirono. Lo re di Cipro avuta questa vittoria montò in galea, e con
sua armata se n’andò al Candeloro, il quale era al governo e signoria
d’un altro Turco, il quale senza volere fare difesa s’acconciò con il
re, e riconobbe la terra da lui, e li promise certo censo e tributo
d’anno in anno: e il re lasciata fornita Setalia si tornò nell’isola di
Cipro.