CAP. LXI.

_Come messer Bernabò si credette prendere Correggio per trattato, e sua

gente vi rimase presa._

L’animo che è insaziabile del tiranno, che sempre è con desiderio

di sottomettere i popoli liberi, e gli altri tirannelli che sono

minori, tenea messer Bernabò oltre alla presa di Bologna trattato di

torre Correggio, nè la gastigatura di san Ruffello l’avea rimosso dal

seguirlo; onde all’uscita di giugno detto anno, credendosi avere il

castello di Correggio, messer Ghiberto che n’era signore, e da esso

aveano il titolo di loro casa e famiglia, sentito il fatto, senza farne

mostra procurò aiuto da’ signori di Mantova, i quali segretamente gli

mandarono quindici bandiere di cavalieri, i quali di notte entrarono

in Correggio: venuta la cavalleria di messer Bernabò nel fare del

giorno, come era dato l’ordine, che furono diciassette bandiere, furono

lasciati entrare nelle barre che erano davanti al castello, e fatto

vista di volerli mettere nella terra, secondo l’ordine dato apersono

le porti della terra, e calarono i ponti, e la gente da cavallo

ch’era nel castello con molta fanteria si strinsono loro addosso con

grandi grida, e rinchiusi tra le barre, e storditi per lo subito e

non pensato assalto perderono il cuore alla difesa, e però gli ebbono

tutti a prigioni, e guadagnate l’arme e’ cavalli liberaro il castello

dall’aguato del tiranno.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 65 / 217 题