_Come messer Bernabò si credette prendere Correggio per trattato, e sua
gente vi rimase presa._
L’animo che è insaziabile del tiranno, che sempre è con desiderio
di sottomettere i popoli liberi, e gli altri tirannelli che sono
minori, tenea messer Bernabò oltre alla presa di Bologna trattato di
torre Correggio, nè la gastigatura di san Ruffello l’avea rimosso dal
seguirlo; onde all’uscita di giugno detto anno, credendosi avere il
castello di Correggio, messer Ghiberto che n’era signore, e da esso
aveano il titolo di loro casa e famiglia, sentito il fatto, senza farne
mostra procurò aiuto da’ signori di Mantova, i quali segretamente gli
mandarono quindici bandiere di cavalieri, i quali di notte entrarono
in Correggio: venuta la cavalleria di messer Bernabò nel fare del
giorno, come era dato l’ordine, che furono diciassette bandiere, furono
lasciati entrare nelle barre che erano davanti al castello, e fatto
vista di volerli mettere nella terra, secondo l’ordine dato apersono
le porti della terra, e calarono i ponti, e la gente da cavallo
ch’era nel castello con molta fanteria si strinsono loro addosso con
grandi grida, e rinchiusi tra le barre, e storditi per lo subito e
non pensato assalto perderono il cuore alla difesa, e però gli ebbono
tutti a prigioni, e guadagnate l’arme e’ cavalli liberaro il castello
dall’aguato del tiranno.