_Come seguì appresso alla sconfitta di san Ruffello._
I trecento cavalieri che conduceano per loro scorta la vittuaglia nel
campo, essendo in sul Bolognese, sentendo la novella della sconfitta
abbandonaro la roba, e camparono le persone. Quelli delle bastite
le lasciarono prima fossono assaliti, e salvaronsi in Pimaccio, e’
Bolognesi l’arsono, e la roba recarono alla città. Per questa vittoria
i Bolognesi alquanto ne stettono in festa e in riposamento: il legato
ne prese cuore di potere la città aiutare e sostenere: mostra ne fè,
ma poca operazione ne fè in que’ tempi, perocchè sopra modo era la
possanza del suo avversario e la volontà pertinace. Messer Bernabò
quando questa novella sentì ne mostrò dolore singolare rodendosi dentro
a guisa di cane arrabbiato, e vestissene a nero, e molti giorni stette
che niuno gli potè parlare. Sentissi che di ciò contro a’ Fiorentini
prese grave sdegno, affermando ch’erano cagione del suo danno e
vergogna per lo mantenere della strada, ma non se ne scoperse, perocchè
tutto che irato fosse ben conosceva che a’ Fiorentini era lecito di
così fare senza corruzione di pace. Messer Francesco Ordelaffi come
seppe la novella scorse la Marca, e di notte con sua brigata prese
il congio per la via della marina, e in ventiquattro ore cavalcò
cinquantasei miglia, e con la gente a lui accomandata si ricolse in
Lugo.