CAP. XLII.

_Della ribellione fatta per messer Giovanni di messer Riccardo Manfredi

al legato._

Isidoro nelle sue etimologie afferma, che per la differenza e natura

varia de’ climati i Greci per natura sono lievi, i Romani gravi, gli

Affricani astuti e maliziosi, e gl’Italiani feroci e d’agro consiglio.

Questo vedemo nella piccola provincia di Toscana, dove sono i Sanesi

reputati lievi per natura, i Pisani astuti e maliziosi, i Perugini

feroci e d’agro consiglio, i Fiorentini gravi, tardi, e concitati,

e così per natura i Romagnuoli hanno corta la fede: e pertanto per

antico proverbio si dice, che il Romagnuolo porta la fede in grembo:

e però non è da maravigliare quando i tiranni di Romagna mancano di

fede, conciosiachè sieno tiranni e Romagnuoli: i tiranni per paura

di loro stato, e cupidi ancora di più signoria, usano e fanno arte di

tradimenti. Messer Giovanni figliuolo naturale di messer Manfredi di

Faenza avendo pace col legato, vide suo vantaggio per le promesse di

messer Bernabò, e rubellossi alla Chiesa, e cominciò a fare guerra

e da Bagnacavallo, e da Salervolo, e da altre sue tenute a Faenza e

ad altre terre della Chiesa di Romagna, e avuta cavalieri da messer

Bernabò ch’erano a Lugo, cavalcò a Porto Cesenatico, dove trovò molta

mercatanzia, le case arse e ’l porto, e la mercatanzia e grossa e

sottile e’ prigioni ne menarono in preda, e in quel porto peggiorò

i cittadini di Firenze oltre a dodicimila fiorini d’oro di loro

mercatanzie, e senza impedimento alcuno si tornò a Bagnacavallo. Per

questa rebellione i suoi palagi di Faenza furono disfatti.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 46 / 217 题