_Della ribellione fatta per messer Giovanni di messer Riccardo Manfredi
al legato._
Isidoro nelle sue etimologie afferma, che per la differenza e natura
varia de’ climati i Greci per natura sono lievi, i Romani gravi, gli
Affricani astuti e maliziosi, e gl’Italiani feroci e d’agro consiglio.
Questo vedemo nella piccola provincia di Toscana, dove sono i Sanesi
reputati lievi per natura, i Pisani astuti e maliziosi, i Perugini
feroci e d’agro consiglio, i Fiorentini gravi, tardi, e concitati,
e così per natura i Romagnuoli hanno corta la fede: e pertanto per
antico proverbio si dice, che il Romagnuolo porta la fede in grembo:
e però non è da maravigliare quando i tiranni di Romagna mancano di
fede, conciosiachè sieno tiranni e Romagnuoli: i tiranni per paura
di loro stato, e cupidi ancora di più signoria, usano e fanno arte di
tradimenti. Messer Giovanni figliuolo naturale di messer Manfredi di
Faenza avendo pace col legato, vide suo vantaggio per le promesse di
messer Bernabò, e rubellossi alla Chiesa, e cominciò a fare guerra
e da Bagnacavallo, e da Salervolo, e da altre sue tenute a Faenza e
ad altre terre della Chiesa di Romagna, e avuta cavalieri da messer
Bernabò ch’erano a Lugo, cavalcò a Porto Cesenatico, dove trovò molta
mercatanzia, le case arse e ’l porto, e la mercatanzia e grossa e
sottile e’ prigioni ne menarono in preda, e in quel porto peggiorò
i cittadini di Firenze oltre a dodicimila fiorini d’oro di loro
mercatanzie, e senza impedimento alcuno si tornò a Bagnacavallo. Per
questa rebellione i suoi palagi di Faenza furono disfatti.