CAP. XL.

_Come un signore de’ Turchi trattò di fare uccidere l’imperadore di

Costantinopoli._

Lo signore di Boccadave possente tra i Turchi, ed ai Greci vicino,

avendo molte volte tentato con palese guerra di vincere Costantinopoli,

e non ne possendo avere suo intendimento, cercò con doni larghi e

con impromesse grandi fatte a certi Greci costantinopoletani, i quali

erano della setta di Mega Domestico cacciati dall’imperadore, a modo

tirannesco di farlo uccidere, pensando che morto lui per la inimicizia

ch’avea nella provincia, e per molte terre ch’avea acquistate sopra

l’imperio, d’essere del tutto signore; ma come piacque a Dio si

scoperse il trattato, e quale de’ traditori fuggì, e quale rimase o

preso o morto, ma non di manco la città ne rimase in mala disposizione.

Il Turco nondimeno tenendo Gallipoli e altre terre vicine, con suoi

legni in mare e con i suoi Turchi per terra tribolava e consumava

il paese, senza trovarsi per i Greci alcun riparo fuori che delle

mura. E in questi medesimi giorni il signore d’Altoluogo in Turchia

si guerreggiava con un suo zio, e l’altro signore della Palata si

guerreggiava col fratello; e portante guerre e divisioni de’ Turchi i

paesi loro erano rotti e in grande tribolazione, e per questa cagione i

Greci aveano minore persecuzione da loro; e più ciò fu materia al re di

Cipro di fare l’impresa sopra loro con onore e vittoria grande, come a

suo tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 44 / 217 题