CAP. XXXIX.

_Come fu morto il soldano di Babilonia, e rifattone un altro, il quale

uccise molti de’ suoi baroni._

Avvenne innanzi poco a questa mortalità, ch’essendo il soldano di

Babilonia uscito a campo contro a quelli che rubellati gli s’erano, i

baroni che con lui erano, qual cosa si fosse la cagione, s’intesono

insieme alla morte sua, ed egli non prendendosi guardia di loro nel

campo l’uccisono, e tornarsene al Cairo, e quivi un suo fratello

feciono soldano; il quale presa la signoria, e confermato nel regno,

non seguendo la volontà de’ suoi ammiragli, sentì che contro a lui

s’erano congiurati per farlo morire, onde esso si provvedea di buona

guardia, e niente mostrava di sentire contro a loro, ma l’un dì trovava

cagione contra l’uno, e facealo morire, e l’altro dì contra l’altro

facea il simile, e per questa via in pochi mesi la maggior parte fece

morire, e nella fine la volta toccò a lui, e morto fu per le mani de’

suoi ammiragli del mese di febbraio detto anno, e feciono soldano un

suo fratello piccolo, e rimaso di dodici l’ultimo, perchè non si potea

traslatare il regno in altri senza gran confusione di tutti i sudditi

suoi.

Cronica di Matteo Villani, vol. 5 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 43 / 217 题