_Come fu morto il soldano di Babilonia, e rifattone un altro, il quale
uccise molti de’ suoi baroni._
Avvenne innanzi poco a questa mortalità, ch’essendo il soldano di
Babilonia uscito a campo contro a quelli che rubellati gli s’erano, i
baroni che con lui erano, qual cosa si fosse la cagione, s’intesono
insieme alla morte sua, ed egli non prendendosi guardia di loro nel
campo l’uccisono, e tornarsene al Cairo, e quivi un suo fratello
feciono soldano; il quale presa la signoria, e confermato nel regno,
non seguendo la volontà de’ suoi ammiragli, sentì che contro a lui
s’erano congiurati per farlo morire, onde esso si provvedea di buona
guardia, e niente mostrava di sentire contro a loro, ma l’un dì trovava
cagione contra l’uno, e facealo morire, e l’altro dì contra l’altro
facea il simile, e per questa via in pochi mesi la maggior parte fece
morire, e nella fine la volta toccò a lui, e morto fu per le mani de’
suoi ammiragli del mese di febbraio detto anno, e feciono soldano un
suo fratello piccolo, e rimaso di dodici l’ultimo, perchè non si potea
traslatare il regno in altri senza gran confusione di tutti i sudditi
suoi.